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29.05.2019

La picchia con un bastone, poi calci e pugni fino a strozzarla con una sciarpa: un anno di maltrattamenti

di Redazione
La picchia con un bastone, poi calci e pugni fino a strozzarla con una sciarpa: un anno di maltrattamenti

CATANIA – La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, nell’ambito di indagini a carico di B. R., 36 anni, indagato per i reati di maltrattamenti contro familiari e lesioni personali aggravate, commessi nei confronti della moglie di 31 anni, ha richiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere eseguita dai carabinieri di Catania.

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno messo in evidenza le azioni vessatorie commesse dall’uomo dal giugno 2018 fino a oggi che di fatto hanno relegato la donna in una condizione di asservimento psicofisico.

L’uomo, in preda ai fumi dell’alcool, pronunciando frasi come “Te la farò pagare e nostro figlio lo terrò con me!”, proprio alla presenza del figlioletto di appena due anni, mantenendo un atteggiamento minaccioso e prevaricante nei confronti della moglie, la picchiava abitualmente con schiaffi, pugni e calci, fino a colpirla con un bastone alle spalle e al braccio. Tutto questo le ha causato lesioni guaribili in 7 giorni e costringendola a scappare di casa per trovare rifugio da un’amica.

L’uomo, mostrandosi pentito e pronto a cambiare il suo atteggiamento, all’inizio di quest’anno l’aveva convinta a fare rientro nell’abitazione coniugale. Ma solo dopo alcuni giorni, rientrando in casa in stato di ebrezza e trovando come pretesto che la stessa non avesse dato da mangiare al figlio, l’ha insultata con frasi irripetibili, colpendola al volto con due schiaffi e strappandole il bambino dalle braccia per portarlo a dormire in un’altra stanza.

Fino all’ultimo episodio quando, sempre ubriaco, appena entrato in casa ha colpito ripetutamente la poveretta alla testa con un’asta di legno e successivamente, munitosi di coltello, l’ha colpita con il manico dello stesso. Al tentativo di difendersi della vittima, prima le ha sferrato un pugno al volto per poi stringerle al collo una sciarpa, costringendola a scappare nuovamente da casa assieme al bambino.

Pur se di fronte a una donna totalmente soggiogata e, soprattutto, terrorizzata che, in diversi frangenti, per paura di ritorsioni e per salvaguardare l’incolumità del piccolo, ha anche ritrattato quanto dichiarato in sede di denuncia, la perfetta osmosi investigativa tra carabinieri e magistrati ha consentito agli stessi di fissare a carico dell’indagato degli elementi probatori inconfutabili tanto da porre il giudice nelle condizioni di emettere la misura restrittiva. L’uomo è stato così rinchiuso nel carcere di Catania di piazza Lanza.

Immagine di repertorio

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