I controlli hanno riguardato soprattutto ristoranti, pizzerie, pub ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ma anche lidi balneari, distributori di carburante e autolavaggi
Intensi controlli della Guardia di Finanza di Catania lungo le principali aree turistiche e commerciali del territorio etneo. Le verifiche hanno interessato le zone costiere della Plaia di Catania, Aci Castello e Santa Tecla, oltre all’area pedemontana dei comuni di Mascalucia, Nicolosi e Belpasso.
I controlli hanno riguardato soprattutto ristoranti, pizzerie, pub ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ma anche lidi balneari, distributori di carburante e autolavaggi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla regolarità dei rapporti di lavoro. Su oltre 150 lavoratori identificati, ben 45 sono risultati completamente in nero.
Nei confronti dei 10 datori di lavoro coinvolti, i militari hanno interessato le autorità competenti, proponendo l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività commerciale.
Per le violazioni riscontrate sono inoltre previste sanzioni amministrative da 2.500 a 5mila euro.
Le verifiche hanno fatto emergere anche una seconda forma di irregolarità. Sono stati infatti individuati 22 lavoratori formalmente assunti con contratti part-time, ma di fatto impiegati a tempo pieno.
Una situazione che, secondo quanto emerso dai controlli, avrebbe consentito di mascherare parte dell’effettivo impiego della forza lavoro.
Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno riguardato anche il rispetto degli obblighi fiscali.
Dall’analisi dei registratori di cassa e dell’emissione dei documenti fiscali sono emerse ulteriori violazioni:
L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza di Catania sul rispetto della normativa in materia di lavoro e degli obblighi fiscali, soprattutto nelle attività commerciali maggiormente interessate dalla presenza di turisti e dalla stagione estiva.
Tra lavoro nero, impiego irregolare e violazioni relative ai sistemi di pagamento e alla certificazione dei corrispettivi, i controlli hanno portato alla luce numerose irregolarità nel territorio etneo.