CATANIA – Il 5 maggio, alle ore 11, nell’ambito di una mobilitazione nazionale, a Catania una delegazione di ASIA USB si recherà in prefettura per consegnare una lettera al Prefetto.
Per la “Fase 2”, Nello Musumeci utilizza la specificità dello Statuto speciale dell’Autonomia Siciliana che, all’Art. 31, gli conferisce poteri di polizia e lo fa impedendo il rientro in Sicilia fino al 17 maggio, ammesso che non ci siano nuovi picchi di Covid-19, a lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti siciliani che sono emigrati dall’Isola non certamente come vacanzieri.
L’ordinanza di Musumeci colpisce, dunque, anche studentesse e studenti siciliani fuori sede, che non avendo la possibilità di accedere immediatamente a una qualsiasi forma di sostegno economico, non sono più nelle condizioni di reggere questa condizione. In questo contesto, la stessa Regione Siciliana ha messo in campo un bando discriminatorio, dove gli studenti fuori sede non sono tutelati. Infatti, non tutte e tutti, purtroppo, rientrano per questioni di reddito (quando non di residenza o di permanenza) negli “aiuti” concessi dalla Regione.
Da queste premesse parte ASIA USB che si chiede: “È corretto far fede a un reddito dichiarato in una situazione ‘normale’, piuttosto che far fede alle reali entrare del momento? Adesso siamo tutte e tutti in difficoltà, quasi nessuno può più lavorare e quindi per le nostre famiglie mantenerci fuori casa è diventato ancora più difficile. Abbiamo affitti, libri, utenze da pagare, per non parlare del fatto che, in ogni caso, dobbiamo pur mangiare, ma se i nostri genitori non lavorano e la Regione dice che il nostro reddito è troppo alto per poter usufruire degli aiuti, noi come lo paghiamo l’affitto e le bollette? Con che cosa compriamo da mangiare?“.
E ancora: “Come fa il presidente Musumeci a vietare i nostri rientri nell’Isola fino al 17 maggio? Questo provvedimento, posticipando di ben due settimane un eventuale rientro nell’Isola da parte dei fuori sede, non fa altro che aggravare la situazione economica di studenti e precari emigrati, da troppo tempo abbandonati dalle istituzioni. Per queste ragioni, chiediamo nuovamente un incontro alla Regione Siciliana e agli organi competenti affinché ci sia una presa d’atto politica del problema atavico dell’emigrazione giovanile, causata dal costante abbandono del Sud e delle Isole da parte di tutti i governi centrali, nonché dall’incapacità di quelli regionali“.
Infine: “Rimettiamo all’ordine del giorno le nostre richieste:
– Blocco immediato del pagamento di affitti e utenze fino alla fine dell’emergenza per giovani, studenti e precari
– Garanzie economiche per rendere effettivo il diritto allo studio, sia per i fuori sede che per gli studenti in sede
– Ritorno in sicurezza di tutti le siciliane e i siciliani emigrati e in difficoltà economica“.
