Il piano è stato finanziato nell'ambito della linea "Infrastrutture per le imprese" del Fondo FSC
Cinquanta milioni di euro per rimettere in sesto strade, canali di scolo e aree verdi della zona industriale di Catania. Dopo anni di attese, il piano di riqualificazione del principale polo produttivo della Sicilia entra nella fase operativa. I primi cantieri dovrebbero partire entro la metà di giugno. Un intervento considerato strategico non soltanto per il territorio etneo ma per l’intera economia regionale. Dalla zona industriale di Catania, infatti, viene generato circa il 20 per cento del Pil siciliano. Non sorprende quindi che alla presentazione del progetto, ospitata a Palazzo degli Elefanti, abbia preso parte anche il presidente della Regione Renato Schifani.
Il piano è stato finanziato nell’ambito della linea “Infrastrutture per le imprese” del Fondo FSC. Il Comune di Catania curerà progettazione, realizzazione e monitoraggio degli interventi, che interesseranno oltre 45 chilometri di viabilità interna. Previsti il rifacimento delle carreggiate più danneggiate, la sistemazione del manto stradale, la realizzazione di nuova segnaletica orizzontale e verticale, il ripristino dei marciapiedi e l’installazione di barriere di sicurezza. Parallelamente saranno eseguiti interventi di pulizia dei canali di scolo, manutenzione delle aree verdi e opere finalizzate alla prevenzione degli allagamenti. L’intervento è stato suddiviso in sette lotti. Sei riguardano i diversi blocchi territoriali della zona industriale, mentre il settimo è dedicato alle opere ambientali e alla manutenzione dei canali.
Nel suo intervento il presidente della Regione ha rivendicato il percorso che ha portato al finanziamento dell’opera. “Sono qui perché sentivo il piacere e il bisogno di essere accanto al sindaco Trantino, a Confindustria Catania, dare inizio all’impegno che avevamo assunto insieme al sindaco, insieme al premier Giorgia Meloni. Ricordo quando a Catania si è parlato di FSC 21-27 e si è parlato anche di questo intervento di manutenzione straordinaria di tutta la zona industriale di Catania, stanziando 50 milioni”. Schifani ha ricordato di avere assunto quell’impegno già prima dell’arrivo dei fondi FSC, sottolineando come l’opera rappresenti una risposta alle richieste provenienti dal mondo produttivo catanese.
“Questo appuntamento segna un obiettivo raggiunto dalla politica e dalle istituzioni. Ci sono momenti in cui occorre fare squadra, l’abbiamo fatto”.
Il sindaco ha spiegato che il progetto inizialmente avrebbe dovuto comprendere anche la realizzazione della rete fognaria della zona industriale. Un’ipotesi successivamente accantonata per rispettare le tempistiche imposte dal finanziamento. “Una delle mie idee inizialmente era quella di realizzare la rete industriale che avrebbe previsto finalmente la canalizzazione per quel che riguarda reflui e acque bianche. Abbiamo fatto i conti, non avremmo mai potuto realizzare gli interventi entro la data di scadenza del 2027 e quindi abbiamo voluto deviare su strade e manutenzione alvei dei torrenti”.
Per questo il Comune ha già avanzato una nuova richiesta di finanziamento da 40 milioni di euro destinata esclusivamente alla realizzazione del sistema fognario. Trantino ha inoltre chiarito le ragioni che hanno rallentato l’avvio dei lavori. “Potevamo partire un mese e mezzo fa, c’è stato un problema sul bitume determinato dalla chiusura dello stretto di Hormutz che ha provocato un aumento dei prezzi, quindi una trattativa con le ditte appaltatrici, ma tutto quanto è rientrato e siamo quindi adesso pronti”.
Tra gli interventi più consistenti figurano quelli previsti nei blocchi Pezza Grande, Pantano, Buttaceto, Palma e Passo Martino, con investimenti superiori ai sette milioni di euro per ciascun lotto. I lavori riguarderanno decine di strade interne, il rifacimento di interi pacchetti stradali, la sistemazione delle carreggiate ammalorate e, nel caso del blocco Torre Allegra-Torrazze, anche la realizzazione di una nuova rotatoria all’incrocio tra via Contrada Torre Allegra e via Alfredo Agosta. Un capitolo specifico riguarda invece la manutenzione ambientale. Il settimo lotto prevede infatti interventi di pulizia dei canali di scolo, rimozione di detriti e vegetazione infestante, messa in sicurezza delle aree verdi e preparazione delle superfici destinate alle future piantumazioni. Alcuni lotti restano però legati all’esito di ricorsi pendenti davanti al Tar. Secondo quanto indicato dal Comune, i cantieri interessati potranno partire soltanto dopo la definizione del contenzioso amministrativo. Per le opere già libere da vincoli, il cronoprogramma prevede le prime lavorazioni entro giugno e il completamento progressivo degli interventi fino al 2027.