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14.01.2018

Barboni morti a causa del freddo: solo a Catania almeno 50 clochard senza posto letto

di Giuliano Spina
Barboni morti a causa del freddo: solo a Catania almeno 50 clochard senza posto letto

CATANIA – Clochard morti a causa del freddo, un tema che negli ultimi mesi è tornato a essere di grande attualità grazie ad alcuni fatti di cronaca accaduti sia nella nostra isola, come l’uomo di 45 anni trovato morto a Palermo dal deputato Udc Vincenzo Figuccia, che fuori da essa. L’esposizione al freddo è sempre un grosso rischio e nelle nostre città i punti che assicurano un riparo dal freddo ottimale sono davvero pochi.

L’assistenza nei confronti delle persone senza fissa dimora occupa sempre un posto di riguardo nei progetti delle politiche territoriali, ma ancora c’è molta strada da fare. Il più difficile step da superare è, senza ombra di dubbio, quello delle cause che portano a questa condizione, come la perdita del lavoro, grossi problemi con la giustizia o casi di solitudine estrema. In merito a ciò, c’è anche chi ha sempre creduto che in alcuni casi sia una scelta di vita.

Un altro aspetto di non poco conto è quello che riguarda il numero di strutture per ospitare queste persone. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti in tal senso, ma i numeri dei posti sono spesso limitati rispetto alle esigenze e tante volte, nella migliore delle ipotesi, si trovano alloggi “di fortuna” in luoghi al chiuso abbandonati e costruiti per ben altri tipi di fruizione, e dove loro stessi non sanno per quanto tempo potranno stare. In passato, invece, sono state proprio le strutture ospedaliere a ospitare, seppur per brevi periodi, queste persone.

Infine, un ultimo, ma non meno importante, aspetto riguarda la prevenzione medica a questi decessi. A partire da venerdì fino a questa sera il Comitato Croce Rossa di Catania, in collaborazione con l’Asp etnea, si è attivato con la campagna per le vaccinazioni per i senza fissa dimora. Un segnale positivo, che mostra la vicinanza a chi ha difficoltà, a causa della propria condizione, ad accedere al sistema sanitario.

In merito alla continua assistenza nei confronti dei senzatetto abbiamo sentito Vittorio Maccarrone della Comunità di Sant’Egidio, che ci ha anche detto come questa condizione di vita sia molto più forzata di quanto spesso si pensa.

“La morte di queste persone – spiega Maccarrone – è una cosa che succede spesso e ovunque, e c’è da scandalizzarsi perché ci dovremmo attrezzare con più strutture per queste persone, ma ciò non si applica. C’è una scarsa attenzione verso quelli che sono ‘gli ultimi’ e ci si ricorda di loro solo quando succedono queste cose. Noi abbiamo raccolto parecchie coperte, sacchi a pelo e maglioni da distribuire settimanalmente a chi vive per strada. A Catania le strutture ci sono, ma non sono abbastanza, in quanto registriamo la presenza di 40-50 barboni che vivono per strada, e vanno aumentate e ampliate. Vivere da clochard il più delle volte non è una scelta e molte persone che sono arrivate in Italia tanto tempo fa, per tutta una serie di motivi, come la perdita del lavoro o la separazione si ritrovano a vivere per strada e da lì iniziano i veri problemi, che portano a stare male e alla solitudine. Purtroppo non ci vuole molto a ridursi così. Riguardo al fatto degli ospedali, da un lato è buono perché si trova un posto in cui stare, ma dall’altro dovrebbe stimolare a creare nuovi dormitori”.

Riguardo all’assistenza medica la parola passa al presidente del Comitato Croce Rossa di Catania, Stefano Principato, che, oltre a condurre brillantemente la campagna per i vaccini, ci ha spiegato come anche quest’anno le iniziative non mancheranno, anche in termini di alloggi per le persone più bisognose.

“Stiamo attivi nella campagna antinfluenzale dei vaccini per i senza fissa dimora – afferma Principato – in dormitori, mense sociali e per strada. Il virus dell’influenza si trasmette con gli starnuti, le goccioline di saliva e tramite le mani non lavate. L’esposizione al freddo completa il quadro con le sue complicanze. Come l’anno scorso, anche quest’anno stiamo allestendo una tensostruttura di 100 metri quadri per 50 persone riscaldata, con la collaborazione dei volontari che è sempre importante. Per le strutture permanenti, l’amministrazione comunale e la prefettura stanno individuando alcune soluzioni e i nostri rapporti con le associazioni e con le mense sono sempre ottimi. Fra due anni abbiamo in progetto di realizzare un nuovo dormitorio in zona stazione con 80 posti letto, un mensa sociale, degli ambulatori, un sistema di docce e una lavanderia”.