Il Libero Consorzio approva la richiesta di una valutazione indipendente della società, accesso agli atti e garanzie su investimenti, occupazione e piano industriale. Il Patto per la Sicilia Orientale evidenzia il diverso esito rispetto al voto del Consiglio Metropolitano di Catania del 4 agosto
Stessa questione, due risposte differenti a distanza di 44 giorni. È il confronto posto al centro dell’intervento del Patto per la Sicilia Orientale sulla procedura di privatizzazione di SAC, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso.
Il 17 settembre il Consiglio del Libero Consorzio Comunale di Siracusa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede, tra gli altri punti, una valutazione indipendente del valore di SAC e delle quote pubbliche, l’acquisizione degli atti e delle informazioni sulla procedura e garanzie riguardanti piano industriale, investimenti, tutela occupazionale e criteri di selezione del partner privato.
Il Patto mette questo voto a confronto con quanto avvenuto il 4 agosto al Consiglio Metropolitano di Catania, dove un ordine del giorno sulla privatizzazione che chiedeva trasparenza sulla procedura e garanzie sul piano industriale non era stato approvato.
Il passaggio assume particolare rilievo per il Patto perché il Libero Consorzio di Siracusa detiene il 12,13% del capitale sociale di SAC.
L’ordine del giorno impegna il presidente del Libero Consorzio a richiedere gli atti e le informazioni necessarie per valutare la procedura, a promuovere una valutazione indipendente del valore della società, delle quote pubbliche e del patrimonio infrastrutturale e a ottenere chiarimenti su piano industriale, investimenti, tutela dell’occupazione e criteri utilizzati per individuare il partner privato.
Richieste che, sottolinea il Patto, ricalcano quelle avanzate già il 23 luglio: valutazione indipendente di SAC prima della cessione, accesso agli atti, garanzie sul futuro di Comiso, tutele occupazionali e criteri trasparenti e verificabili nella scelta del soggetto privato.
A presentare l’ordine del giorno a Siracusa è stato il consigliere provinciale e sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, che il 23 luglio aveva anche sottoscritto il Patto per la Sicilia Orientale a Catania.
Per il movimento, il voto rappresenta quindi il passaggio delle richieste avanzate sul piano civico a un atto discusso e approvato in una sede istituzionale.
Dopo il voto di Siracusa, il Patto chiede che iniziative analoghe vengano assunte anche dagli altri soci pubblici di SAC. Nel documento del Patto per la Sicilia Orientale vengono indicati la Città Metropolitana di Catania, IRSAP, Comune di Catania e Comune di Comiso, oltre allo stesso Libero Consorzio siracusano. Secondo i dati riportati dal Patto, questi soggetti detengono complessivamente il 39,36% del capitale di SAC.
L’attenzione viene posta soprattutto sulle garanzie da prevedere nell’ambito della privatizzazione, con particolare riferimento al futuro dell’aeroporto di Comiso, agli investimenti, alla gestione delle emergenze vulcaniche e alla tutela occupazionale.
Per il Patto per la Sicilia Orientale, dunque, il voto unanime di Siracusa rappresenta “un punto di partenza, non un punto di arrivo”: l’obiettivo dichiarato resta quello di ottenere maggiore trasparenza sulla procedura e garanzie precise per il territorio prima del completamento della privatizzazione di SAC.