Il segretario provinciale della Cisal Catania interviene sulla crescente distanza tra istituzioni e vita reale: "Salari insufficienti, costo della vita, precarietà e sicurezza sul lavoro devono tornare al centro dell’agenda politica"
“Quando tornerà la politica a occuparsi davvero della vita delle persone?”. È la domanda dalla quale parte la riflessione di Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale della Cisal Catania, che interviene sulla crescente distanza tra il dibattito politico e le difficoltà quotidiane affrontate da lavoratori e famiglie.
Secondo Lo Schiavo, mentre il confronto pubblico è sempre più dominato da polemiche, dichiarazioni contrapposte e calcoli sulle future competizioni elettorali, i cittadini devono fare i conti con problemi molto più concreti: il carrello della spesa sempre più pesante, gli stipendi che faticano a tenere il passo, la difficoltà dei giovani nel trovare un’occupazione stabile e la sicurezza sul lavoro che continua a rappresentare un’emergenza.
Nella sua analisi, il rappresentante della Cisal punta il dito contro quella che definisce, di fatto, una condizione di “elezione permanente“: ogni provvedimento rischia di essere valutato in funzione del consenso immediato, mentre alleanze e strategie politiche finiscono per prevalere sui contenuti.
Parole come “riforma”, “crescita”, “sicurezza”, “sviluppo” e “lavoro”, avverte Lo Schiavo, rischiano così di trasformarsi in slogan. Per chi vive con un reddito insufficiente, aspetta una visita sanitaria, cerca un lavoro o tenta di mandare avanti una piccola attività servono invece “tempi certi, servizi accessibili, regole chiare e risposte misurabili“.
Particolare attenzione viene rivolta al ceto medio, composto da lavoratori dipendenti e autonomi, professionisti, piccoli imprenditori, artigiani, pensionati e famiglie monoreddito.
Una fascia della popolazione che spesso non rientra nelle situazioni considerate di emergenza, ma che vede progressivamente ridursi la propria capacità economica a causa dell’aumento delle spese per affitti e mutui, bollette, trasporti, carburante, istruzione, assistenza e cure mediche.
Per il segretario provinciale della Cisal Catania, la conseguenza più grave di questa distanza è il progressivo allontanamento dei cittadini dalla partecipazione politica.
Quando cresce la convinzione che il voto incida poco e che gli impegni assunti vengano dimenticati dopo le elezioni, sostiene Lo Schiavo, aumenta il rischio che le persone smettano di partecipare alla vita pubblica e guardino alla politica con rabbia o cinismo. Anche l’astensione può diventare così il segnale della percezione di non essere ascoltati.
Da qui l’appello a un cambio di passo fondato su tre principi: trasparenza, competenza e responsabilità. Il confronto politico, sottolinea la nota, è naturale in una democrazia, ma “il conflitto deve servire a decidere, non a paralizzare; deve produrre soluzioni, non soltanto titoli”.
La politica, conclude la riflessione, potrà recuperare autorevolezza quando tornerà a occuparsi maggiormente delle persone e meno di alleanze, candidature e sondaggi, rimettendo al centro lavoro, sicurezza, salari e difficoltà economiche delle famiglie.
“Perché una democrazia non si difende con il rumore delle polemiche. Si difende con istituzioni credibili, cittadini coinvolti e risposte concrete. Il resto, per quanto rumoroso, è soltanto politica che parla a se stessa”.