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06.10.2026

Carburanti, da oggi gasolio più caro di 6,1 centesimi: scade lo sconto e salta la compensazione con le accise mobili

di Redazione | 3 min di lettura

In Gazzetta Ufficiale non compare il decreto interministeriale necessario per utilizzare l’extragettito Iva. Per la prima volta da marzo vengono meno gli sconti fiscali sui carburanti. Intanto i grandi gruppi applicano i price cap, protestano le “pompe bianche”

Carburanti, da oggi gasolio più caro di 6,1 centesimi: scade lo sconto e salta la compensazione con le accise mobili
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Da oggi il gasolio costerà 6,1 centesimi in più al litro per effetto della scadenza dello sconto sulle accise, senza che il rincaro venga compensato dal meccanismo delle cosiddette accise mobili.

In Gazzetta Ufficiale, infatti, non compare il decreto interministeriale Mase-Mef necessario per utilizzare l’extragettito Iva e finanziare una nuova riduzione delle accise.

Viene così meno lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio, l’ultimo intervento varato dal governo e finanziato attraverso tagli ai ministeri.

Accise mobili, manca il decreto

Il passaggio alle accise mobili era stato annunciato nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro delle Imprese Adolfo Urso.

Il nuovo sistema avrebbe dovuto consentire di continuare ad alleggerire il peso fiscale sui carburanti senza utilizzare direttamente risorse del bilancio pubblico. Il meccanismo prevede infatti di finanziare il taglio delle accise attraverso l’extragettito Iva sul greggio generato dall’aumento delle quotazioni internazionali.

Il decreto interministeriale avrebbe dovuto stabilire quali carburanti interessare, l’entità dello sconto e il periodo di applicazione. La mancata pubblicazione del provvedimento determina invece la fine della compensazione.

Per la prima volta da marzo, quando era stato approvato il primo decreto legge successivo allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, scompaiono quindi completamente gli sconti fiscali sui carburanti.

Il governo punta ad aiuti mirati

Nelle scorse settimane il governo aveva manifestato l’intenzione di superare progressivamente i tagli generalizzati, orientandosi verso interventi destinati alle categorie maggiormente esposte ai rincari, tra cui le famiglie con redditi più bassi e gli autotrasportatori.

Sulle nuove misure mirate, tuttavia, al momento non sarebbe stato raggiunto un accordo politico.

Price cap dei grandi gruppi, scendono i prezzi medi

Parallelamente alcune delle principali compagnie petrolifere hanno introdotto tetti o sconti sui prezzi dei carburanti.

Eni ha annunciato il 25 settembre un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, operativo dal 28 settembre per 30 giorni. Successivamente iniziative analoghe sono state annunciate da Socar, che controlla Ip, Q8 e Tamoil.

Una strategia che ha contribuito alla diminuzione dei prezzi medi alla pompa. Il 27 settembre, sulle strade ordinarie, la benzina self era indicata a 2,159 euro al litro e il gasolio a 2,377 euro. Il 5 ottobre i valori erano scesi rispettivamente a 2,048 e 2,242 euro al litro.

La protesta delle “pompe bianche”

La situazione ha però provocato la reazione dei piccoli operatori indipendenti, le cosiddette “pompe bianche”, che hanno denunciato una situazione di concorrenza sleale sostenendo di non avere volumi di vendita sufficienti per applicare riduzioni analoghe a quelle dei grandi gruppi.

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese riferiti al 3 ottobre, il 51,7% degli impianti praticava un prezzo della benzina inferiore ai 2 euro al litro, mentre il 52,2% vendeva il gasolio a meno di 2,20 euro.

Gli impianti che si sarebbero adeguati al price cap erano circa 10.400 sui circa 20.140 presenti in Italia.

Raffinatori convocati dal governo

Per giovedì 8 ottobre i ministri della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e delle Imprese, Adolfo Urso, hanno convocato le aziende di raffinazione che operano in Italia.

L’obiettivo dell’incontro è fare il punto sulla situazione e verificare se esistano margini per incrementare la produzione e contribuire a una riduzione dei prezzi dei carburanti.

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