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06.10.2026

Ryanair e il ritorno a Comiso, sindacati chiedono chiarezza: Cisal vuole un confronto pubblico, Cgil “riaprire subito il dialogo con Sac”

di Redazione | 4 min di lettura

Dopo le dichiarazioni dell’ad Eddie Wilson torna al centro il futuro dell’aeroporto “Pio La Torre”. Lo Schiavo: "Chi non ha rispettato gli accordi?". Roccuzzo e Pisana: "Se esistono margini per un’intesa vanno verificati immediatamente"

Ryanair e il ritorno a Comiso, sindacati chiedono chiarezza: Cisal vuole un confronto pubblico, Cgil “riaprire subito il dialogo con Sac”
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Chi ha fatto saltare l’accordo per il ritorno di Ryanair all’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso? E soprattutto: esistono oggi le condizioni per riportare la compagnia irlandese nello scalo ibleo? Le nuove dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, riaccendono il confronto sul futuro dell’aeroporto e provocano la presa di posizione di Cisal Catania e Cgil Ragusa, che chiedono chiarezza e un immediato approfondimento con Sac.

Al centro della vicenda ci sono le differenti ricostruzioni delle parti. Secondo quanto sostenuto da Wilson in un’intervista a Repubblica Palermo, nel 2023 sarebbe stato raggiunto un accordo con Sac e Ryanair sarebbe pronta a riprendere le operazioni sullo scalo.

Diversa la posizione attribuita a Sac, secondo cui il vettore avrebbe successivamente modificato le condizioni dell’intesa avanzando richieste economiche non compatibili con le regole che disciplinano gli incentivi pubblici.

Cisal: “Ryanair non vola su Comiso, chi dice la verità?”

A chiedere un confronto pubblico per sgombrare il campo da dubbi ed equivoci è il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo.

“Un’altra querelle tutta nostrana a discapito del territorio ibleo e dell’aeroporto di Comiso, da sempre artatamente considerato il brutto anatroccolo, ma utile a supportare lo scalo catanese durante l’emergenza causata dalla cenere vulcanica”, afferma Lo Schiavo.

Due le domande poste dal sindacato: “Di chi sono le responsabilità rispetto a quanto accaduto?” e “Chi non ha rispettato gli accordi pattuiti e a fronte di quali interessi contrapposti?“.

Per la Cisal servono risposte “chiare e puntuali” per il territorio ibleo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ryanair sulla disponibilità della compagnia a riprendere immediatamente le operazioni.

Il sindacato richiama però anche la posizione di Sac e le presunte richieste economiche avanzate dal vettore e ritenute non sostenibili perché non compatibili con le norme sugli incentivi pubblici.

Cgil Ragusa: “Il confronto con Sac va riaperto immediatamente”

Sulla vicenda interviene anche la Cgil di Ragusa, che considera le nuove dichiarazioni di Ryanair un elemento concreto da approfondire.

“Da settimane sosteniamo che la Sicilia, invece di immaginare, così come ama fare il ministro Salvini, nuovi aeroporti, dovrebbe rendere finalmente strategico quello che a Comiso esiste già”, dichiara il segretario generale Giuseppe Roccuzzo.

Secondo il sindacato occorre rafforzare l’infrastruttura esistente e aumentarne la capacità operativa.

“Comiso non può essere considerato soltanto uno scalo da utilizzare nelle emergenze. Deve diventare una componente stabile del sistema aeroportuale siciliano, con investimenti adeguati e una funzione precisa nello sviluppo economico, turistico e produttivo del Sud-Est”.

La Cgil non entra nell’attribuzione delle responsabilità sulla mancata intesa tra Sac e Ryanair, ma chiede che la disponibilità manifestata dalla compagnia venga verificata rapidamente.

“Non spetta a noi stabilire le responsabilità di quanto accaduto in passato tra compagnia e Sac, ma una cosa è evidente: se ci sono margini per un accordo, vanno verificati subito. Comiso non può permettersi di perdere altre opportunità“.

“Più compagnie e più destinazioni”

Per Francesco Pisana, segretario confederale della Cgil di Ragusa, l’eventuale ritorno di Ryanair dovrebbe inserirsi in una strategia di ampliamento dell’offerta dello scalo.

“Se ci sono le condizioni per aggiungere Ryanair ai vettori che hanno già scelto di volare e investire sul Pio La Torre, bisogna farlo subito. Non si tratta di sostituire un vettore con un altro, ma di ampliare l’offerta, aumentare le destinazioni e costruire finalmente una prospettiva stabile per lo scalo“.

La Cgil richiama anche i dati sul traffico passeggeri: nel 2022, ultimo anno pieno con Ryanair, Comiso aveva registrato 364.735 passeggeri, mentre nel 2025 il traffico sarebbe sceso a 134.495. Nel frattempo Aeroitalia ha garantito collegamenti con Roma Fiumicino e Milano Linate.

Il nodo delle infrastrutture e dei collegamenti

Per il sindacato ragusano, tuttavia, il ritorno di Ryanair rappresenta soltanto uno degli aspetti da affrontare.

Tra gli interventi indicati ci sono l’aumento delle piazzole dalle attuali sei ad almeno dodici, il potenziamento dei gate e dei controlli di sicurezza, l’ampliamento delle aree arrivi e partenze e la realizzazione di una vera area dedicata ai voli extra-Schengen.

Resta inoltre centrale il problema dell’accessibilità dello scalo.

“Un aeroporto diventa strategico se è facilmente raggiungibile. Per questo il futuro di Comiso deve camminare insieme alla Ragusa-Catania e al completamento della Siracusa-Gela”, sottolinea Pisana.

Cisal e Cgil, pur con posizioni differenti, riportano così al centro del dibattito la necessità di chiarire quanto accaduto nei rapporti tra Ryanair e Sac e di verificare concretamente se esistano oggi le condizioni per un ritorno della compagnia a Comiso.

Per Roccuzzo e Pisana Regione, Sac e istituzioni territoriali devono approfondire immediatamente la disponibilità manifestata dal vettore: “Servono investimenti, nuove rotte e più compagnie. Se una porta oggi è davvero aperta, bisogna capire subito se e come attraversarla”.

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