Lo Schiavo rilancia il progetto contro la devianza giovanile: "Povertà, fragilità emotiva e paura del futuro colpiscono le nuove generazioni. Il Comune dia continuità al percorso avviato"
Il disagio giovanile non è più un fenomeno da considerare episodico, ma un’emergenza sociale e sanitaria che richiede interventi strutturali e una risposta coordinata delle istituzioni. È l’allarme lanciato dalla CISAL Catania, che torna a richiamare l’attenzione sulle difficoltà vissute da adolescenti e giovani adulti.
“Non è una sensazione astratta, ma un fenomeno misurabile che ha assunto i contorni di una vera emergenza sanitaria e sociale, che spesso nasce dalla lacerazione dei legami familiari e dalla paura del futuro, fenomeni complessi e strettamente interconnessi”, sottolinea il sindacato.
A preoccupare è un quadro nel quale difficoltà economiche, esclusione sociale e sofferenza emotiva finiscono per alimentarsi reciprocamente.
La CISAL richiama i più recenti dati Istat riportati nella nota, secondo cui oltre un quarto dei minori si trova a rischio di povertà o esclusione sociale, con percentuali particolarmente elevate nel Mezzogiorno e nelle Isole. A questo si aggiunge il malessere psicologico denunciato da centinaia di migliaia di adolescenti e una crescente paura nei confronti del futuro, con un impatto emotivo indicato come più marcato tra le ragazze.
Secondo la CISAL, i dati raccolti dagli istituti di ricerca nel biennio 2025-2026 restituiscono inoltre un quadro allarmante: la sofferenza emotiva ed economica delle nuove generazioni fatica ancora a trovare risposte strutturali, mentre troppo spesso gli interventi istituzionali seguono logiche emergenziali.
Su questa tematica, CISAL Catania era già intervenuta nel febbraio 2026, promuovendo un progetto per la prevenzione della devianza giovanile con il supporto del Comune di Catania e dell’Università.
L’iniziativa era stata illustrata nel corso di un incontro con l’allora assessore alla Polizia Municipale Carmelo Coppolino e prevedeva il coinvolgimento di agenti, docenti universitari e famiglie, con l’obiettivo di costruire percorsi educativi e culturali incentrati sulla legalità.
Adesso CISAL Catania chiede che quel percorso non venga interrotto con il cambio alla guida dell’assessorato.
“Auspichiamo che l’assessore alla Polizia Municipale e Viabilità del Comune di Catania, Orazio Grasso, in carica da luglio 2026, dia continuità al progetto avviato con il suo predecessore nella riunione del 27 febbraio scorso”, è l’appello contenuto nella nota.
Per CISAL Catania, dunque, la prevenzione deve partire prima che il disagio si trasformi in marginalità o devianza, costruendo una rete stabile tra istituzioni, scuola, università, famiglie e territorio. Un impegno che, di fronte alle dimensioni assunte dal fenomeno, non può essere affidato soltanto agli interventi d’emergenza.