La mobilitazione contro il caro carburante prosegue mentre cresce l'attesa per le risposte del Governo
La protesta degli autotrasportatori continua a farsi sentire in Sicilia, dove i presidi e i blocchi dei mezzi pesanti stanno producendo conseguenze sempre più evidenti sulla circolazione delle merci e, in alcune zone, anche sui servizi pubblici. Da Palermo a Messina, passando per i principali snodi autostradali e portuali, la mobilitazione contro il caro carburante prosegue mentre cresce l’attesa per le risposte del Governo.
Le ripercussioni non riguardano più soltanto il settore dell’autotrasporto: in diverse aree dell’Isola vengono segnalate carenze di prodotti nei supermercati, mentre nel Messinese il fermo ha inciso anche sulla raccolta dei rifiuti in numerosi Comuni della fascia ionica.
Situazione particolarmente delicata a Palermo, dove circa 100 mezzi pesanti risultano fermi nell’area dell’innesto autostradale verso il capoluogo, tra via Oreto e le strade limitrofe.
Il presidio interessa anche la zona del porto. In via Francesco Crispi si contano circa una trentina di Tir fermi, con rallentamenti nella movimentazione dei carichi in arrivo e in partenza.
Tra gli autotrasportatori coinvolti anche chi avrebbe dovuto effettuare regolarmente delle consegne dopo essere sbarcato nel capoluogo siciliano. Alcuni conducenti hanno riferito di essersi fermati dopo essere stati invitati a sostare nell’ambito della mobilitazione.
Dal Cts, tuttavia, viene precisato che il comitato non imporrebbe lo stop agli autisti né procederebbe direttamente a fermare i camionisti.
Il quadro resta dunque complesso, soprattutto per le conseguenze che un prolungamento della protesta potrebbe avere sulla distribuzione delle merci nel capoluogo.
La mobilitazione prosegue anche nel Messinese, con i presidi degli autotrasportatori alle barriere degli svincoli di Tremestieri e San Gregorio.
Gli autisti attendono gli sviluppi del confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini prima di decidere se interrompere la protesta. Un eventuale esito positivo potrebbe portare alla rimozione dei blocchi; in caso contrario, la mobilitazione potrebbe proseguire.
Al centro della protesta rimane soprattutto il rincaro del carburante, considerato dagli operatori del settore ormai difficilmente sostenibile e capace di incidere pesantemente sui costi dell’attività.
Con il trascorrere delle ore, gli effetti del blocco stanno diventando visibili anche nella quotidianità dei cittadini.
A Messina diversi supermercati registrano carenze di merce, conseguenza delle difficoltà incontrate dai mezzi incaricati di rifornire i punti vendita. Una situazione che potrebbe aggravarsi qualora la protesta dovesse protrarsi ulteriormente.
Il trasporto su gomma rappresenta infatti un passaggio fondamentale nella catena di approvvigionamento dell’Isola e un’interruzione prolungata dei flussi rischia di tradursi rapidamente in scaffali meno forniti, soprattutto per i prodotti caratterizzati da una maggiore rotazione.
Le conseguenze della mobilitazione stanno interessando anche un altro fronte: la raccolta dei rifiuti.
In almeno 15 Comuni della zona ionica messinese non verrà effettuato il servizio porta a porta per il ritiro dell’indifferenziata.
I centri interessati sono Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Gallodoro, Castelmola, Mongiuffi Melia, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Pagliara, Mandanici e Scaletta Zanclea.
Il blocco della movimentazione dei mezzi sta quindi andando oltre il trasporto commerciale, arrivando a condizionare anche servizi essenziali nei territori coinvolti.
La giornata di oggi, 20 ottobre, potrebbe diventare decisiva per capire quale direzione prenderà la protesta.
Gli autotrasportatori attendono risposte concrete sul fronte dei costi del carburante e delle risorse destinate alla categoria. Il ministro Salvini ha intanto indicato come prioritaria l’erogazione dei fondi già stanziati, prospettando successivamente la ricerca di ulteriori risorse.
Nel frattempo, però, la Sicilia continua a fare i conti con gli effetti della mobilitazione. Tir fermi, merci che faticano a raggiungere i punti vendita e servizi di raccolta sospesi restituiscono l’immagine di una protesta che, partita dalle difficoltà economiche dell’autotrasporto, sta progressivamente coinvolgendo altri settori.
Le prossime ore saranno decisive: dall’esito del confronto con il Governo dipenderà non soltanto la prosecuzione dei presidi, ma anche il possibile ritorno alla normalità nella distribuzione delle merci e nei servizi già interessati dai blocchi.
Fonte foto Ansa.it