Allarme alla FlorGuarino, una delle maggiori realtà florovivaistiche del Meridione. Orchidee e rose dall’Olanda per 100mila euro non completamente consegnate, 12mila piante di basilico ferme e 60 dipendenti a casa da tre giorni. A rischio anche le vendite per Ognissanti e la commemorazione dei defunti
La protesta degli autotrasportatori mette in ginocchio anche il settore florovivaistico siciliano, con consegne bloccate, ordini annullati e migliaia di piante e fiori che rischiano di andare perduti.
A lanciare l’allarme è Francesco Guarino, titolare della FlorGuarino di Scicli, nel Ragusano, una delle più moderne aziende florovivaistiche del Mezzogiorno, che denuncia le pesanti conseguenze economiche del blocco dei trasporti.
L’azienda, aderente a Coldiretti, si estende su una superficie di 75mila metri quadrati e coltiva oltre cinque milioni di piante, occupandosi della produzione e commercializzazione di fiori e piante ornamentali.
La situazione è particolarmente critica per le forniture provenienti dall’estero e destinate alla commercializzazione nei prossimi giorni.
“Oggi ho merce acquistata dall’Olanda, orchidee e rose, parzialmente non arrivata per 100 mila euro. Ma ho anche crisantemi, che avremmo dovuto vendere per le festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, e ciclamini di nostra produzione che avrei dovuto consegnare e non so se i miei clienti li vorranno. Ho ordini già annullati per 20mila euro. Tutto a causa della legittima protesta degli autotrasportatori”, denuncia Guarino.
Il blocco arriva in un periodo particolarmente delicato per il comparto, alla vigilia delle festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, quando la richiesta di crisantemi e altre varietà floreali registra tradizionalmente un incremento.
Il rischio è che la merce, non raggiungendo in tempo i punti vendita, perda il proprio valore commerciale.
A complicare ulteriormente la situazione è il blocco dei mezzi pesanti lungo le principali direttrici di trasporto.
“Abbiamo comprato dei fiori da altre regioni che sono fermi in qualche parte d’Italia – continua Guarino –. Un camion con il mio prodotto è a Gioia Tauro pieno di piante e fiori dall’Olanda che avremmo dovuto consegnare oggi, che probabilmente non consegneremo mai. Prodotto deperibile che ho già pagato”.
Un danno che riguarda non soltanto le mancate vendite, ma anche gli investimenti già sostenuti dall’azienda per acquistare prodotti destinati ai propri clienti.
Alle difficoltà legate alla merce proveniente dall’estero si aggiunge l’impossibilità di distribuire la produzione interna.
Nelle serre della FlorGuarino sono ferme migliaia di piante pronte per essere consegnate a supermercati e grossisti.
“Tutte le nostre che sono rimaste dentro. E non c’è modalità di inviarle: per domani avrei dovuto consegnare 150 carrelli di basilico, parliamo di 12mila piante. Non le posso tenere all’infinito dentro la serra. Oppure i ciclamini: tutte produzioni ferme destinati a supermercati e grossisti in Sicilia e Calabria”.
La mancata distribuzione rischia di compromettere la commercializzazione di prodotti che richiedono tempi precisi di consegna e condizioni adeguate di conservazione.
Le conseguenze della protesta si ripercuotono anche sui lavoratori dell’azienda. Secondo quanto riferito dal titolare, 60 dipendenti sono a casa da tre giorni, a causa del rallentamento delle attività produttive e commerciali.
“So che i fiori non sono un bene di prima necessità come le verdure e la frutta però il danno economico alle aziende è notevole – conclude Guarino –. Pensiamo ai dipendenti. Io ho 60 persone a casa da tre giorni. Se il prodotto arrivasse domani forse potremmo limitare il danno”.
La vicenda della FlorGuarino evidenzia come le conseguenze della mobilitazione degli autotrasportatori non riguardino soltanto il settore ortofrutticolo, ma si estendano anche al comparto florovivaistico, particolarmente esposto al rischio di deterioramento dei prodotti e alla perdita delle commesse.
Con le festività di inizio novembre ormai vicine, il mancato arrivo delle forniture e l’impossibilità di effettuare le consegne rischiano di aggravare ulteriormente le perdite.
Per le aziende del settore, ogni giorno di fermo può tradursi in ordini cancellati, prodotti invenduti e difficoltà occupazionali, rendendo sempre più urgente una soluzione che consenta la ripresa della circolazione delle merci.