PALERMO – È stato tagliato il nastro della nuova sede palermitana dell’Aned, l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti. A volerla, Oreste Poma – vicepresidente dell’associazione – partendo dalla storia dello zio, Guido Vittoriano Basile, avvocato palermitano deportato nel 1944 a Mauthausen, in Austria, dove morì appena un mese dopo l’arrivo. Aveva 46 anni.
Accanto a Poma, anche Daniela Di Francesca e un altro familiare di deportati. L’obiettivo dell’associazione è chiaro: organizzare iniziative nelle scuole, mostre e convegni per mantenere viva la memoria di chi ha subito la persecuzione nazista.
La storia dello zio Basile inizia a Palermo, dove conobbe Dora De Giovanni, giovane cantante lirica. Si trasferirono a Milano, dove si sposarono.
Nella città lombarda, Basile si prese a cuore la sorte della famiglia Colombo, di origine ebraica. Difese il figlio Tullio, arrestato nonostante avesse venduto il proprio negozio per rispettare le leggi razziali. Morì nel carcere di San Vittore. L’avvocato Basile fu arrestato solo per averlo assistito legalmente.
Oreste Poma ha dichiarato: “La Shoah ha coinvolto circa 12 milioni di persone, la metà ebrei ma ci furono anche tante altre vittime, come mio zio, perseguitate e uccise. Oggi rischiano di essere dimenticate. E noi vogliamo impedire che accada”.