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17.05.2018

Sistema Montante: video hard e ricatti sessuali contro i “nemici” dell’ex presidente di Sicindustria

di Redazione | 2 min di lettura
Sistema Montante: video hard e ricatti sessuali contro i “nemici” dell’ex presidente di Sicindustria

CALTANISSETTA – Ricatti sessuali e video hard per intimorire i “nemici” del sistema Montante. È questo l’ultimo aspetto emerso nell’inchiesta della Dda di Caltanissetta che ha fatto scattare le manette ai polsi dell’ex presidente di Confindustria in Sicilia Antonello Montante. Le indagini, che si allargano ogni giorno di più, hanno coinvolto anche l’ex governatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito.

Nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminare si farebbe riferimento a un video sulla vita sessuale privata di Nicolò Marino, ex assessore della giunta Crocetta. Nei documenti dell’inchiesta viene citata la testimonianza di Alfonco Cicero, all’epoca dei fatti commissario dell’Irsap, secondo il quale Giuseppe Catanzaro (presidente di Sicindustria, indagato) gli avrebbe confidato nel 2013 che Montante era in possesso di un dossier e un video contenente immagini della vita privata di Marino e si stava adoperando per diffonderli ai giornali per delegittimarlo, poiché, in qualità di assessore al Territorio e Ambiente, avrebbe assunto posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con Catanzaro nella vicenda della gestione dei rifiuti.

Secondo gli inquirenti il ricatto sessuale sarebbe stato messo in atto anche per Giulio Cusumano, che era al vertice dell’Azienda trasporti siciliana (Ast), controllata dalla Regione. Il manager, infatti, si sarebbe opposto alla cessione dell’Ast a una microazienda controllata, la Jonica Trasporti, nella quale Montante aveva una partecipazione. Per convincerlo, Cusumano sarebbe stato ricattato per il suo orientamento sessuale.

Cusumano ha dichiarato al Giornale di Sicilia che Lombardo, allora presidente della Regione Siciliana, lo convocò e gli disse che non doveva ostacolare la fusione, mostrandogli un plico con una cinquantina di pagine sulla sua vita, e aggiungendo che lo stava mettendo in imbarazzo poiché, a suo dire, organizzava festini con alcol e droghe. Cusumano accusa chi lo ha ricattato di aver legato la vita di una persona omosessuale a orge e droghe e di aver deciso di non cedere. Ancora oggi, infatti, l’Ast è un’azienda pubblica.

Da parte sua, l’ex governatore Lombardo smentisce e annuncia querela.

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