“Nessuno può farmi cornuto”: pregiudicato condannato all’ergastolo per aver ucciso il rivale in amore

“Nessuno può farmi cornuto”: pregiudicato condannato all’ergastolo per aver ucciso il rivale in amore

GELA – La sua colpa fu quella di corteggiare le ragazze “sbagliate”. Per questo Orazio Sotti, idraulico di Gela, venne assassinato a colpi di pistola a soli 22 anni davanti alla propria abitazione nel dicembre del 2000.

Ieri la corte d’assise di Caltanissetta ha condannato all’ergastolo l’esecutore materiale dell’omicidio, il pregiudicato di Niscemi Giuseppe Cilio, 40 anni, mentre ha assolto il fratello Salvatore, 42 anni, che i pm avevano indicato come il mandante del crimine.





Le ragazze “sbagliate” che Sotti corteggiò erano le ex fidanzate dei fratelli Cilio. Un gesto che gli costò la vita e motivò il delitto passionale.

Secondo quanto accertato, tramite testimoni, da uno degli avvocati della vittima, Giuseppe Cilio avrebbe più volte detto in pubblico che nessuno avrebbe potuto farlo cornuto e nessuno avrebbe potuto mettere le corna alla sua famiglia.