Il Comitato trasportatori siciliani aveva annunciato la fine del fermo come segnale di apertura al Governo. Il ministro promette risorse per oltre un miliardo di euro e i primi pagamenti dal 22 ottobre. Nuovo vertice il 27 ottobre, ma in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia la protesta prosegue
Sembrava essersi sbloccata la protesta degli autotrasportatori in Sicilia dopo giorni di fermo dei mezzi e pesanti ripercussioni sulla distribuzione delle merci, il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ieri aveva deciso di revocare i blocchi, accogliendo la richiesta del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Dalle prime ore di oggi la situazione non sembra, invece, essere cambiata.
La decisione era arrivata al termine di un doppio incontro tenutosi a Milano, prima con le associazioni di categoria e successivamente con una rappresentanza degli autotrasportatori autonomi.
Sul tavolo, un primo impegno economico di 480 milioni di euro, con la prospettiva di mobilitare risorse complessive superiori a un miliardo di euro per sostenere un comparto alle prese con l’aumento dei costi e il ritardo nell’erogazione dei contributi.
La svolta sembrava riguardare soprattutto la Sicilia, dove la protesta degli autotrasportatori ha provocato il blocco delle consegne e gravi difficoltà per il settore agricolo, ortofrutticolo e florovivaistico.
Il Comitato trasportatori siciliani ha accolto ieri l’invito del ministro a rimuovere i blocchi, decidendo di interrompere la mobilitazione per dare un “segnale di apertura al Governo”. Ma nulla, al momento, sembra cambiato.
Al termine degli incontri, il ministro Salvini ha illustrato gli impegni assunti dal Governo per affrontare le difficoltà del settore.
“È l’inizio di un percorso”, ha dichiarato il vicepremier. “Sbloccare un miliardo abbondante di risorse, che per motivi burocratici erano e sono ancora bloccati, e cercare altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive, sono una prima risposta”.
Secondo quanto annunciato dal ministro, i primi pagamenti dovrebbero partire il 22 ottobre, mentre un nuovo confronto è già stato fissato per il 27 ottobre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Faremo la fase 2 e verificheremo l’avvio dei pagamenti su cui ci siamo impegnati oggi”, ha spiegato Salvini.
A illustrare nel dettaglio le misure è stato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi.
La dotazione destinata ai contributi è stata incrementata da 430 a 480 milioni di euro, per coprire tutte le domande presentate fino ad agosto. Ulteriori risorse saranno successivamente destinate alle richieste relative ai mesi di settembre e ottobre.
Il Governo ha inoltre previsto un credito d’imposta per il 2027 e oltre 150 milioni di nuove risorse da destinare al sostegno dell’autotrasporto e agli interventi legati al sistema Ets, con l’obiettivo di contenere l’aumento dei costi dei noli marittimi.
Tra gli interventi annunciati figura anche lo sblocco di 590 milioni di euro per il rinnovo del parco mezzi, misura attesa dalle imprese del settore.
Le principali associazioni nazionali dell’autotrasporto hanno accolto favorevolmente gli impegni annunciati dal ministro, mantenendo tuttavia alta l’attenzione sulla loro effettiva attuazione.
In una nota unitaria, Unatras, Fai, Anita, Confartigianato Trasporti, Assotir, Fiap, Cna Fita, Sna Casartigiani, Fedit, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi hanno definito positivi gli annunci del Governo.
Le organizzazioni hanno però ribadito la necessità di proseguire «nella vigilanza affinché gli impegni si trasformino immediatamente in provvedimenti concreti».
Se in Sicilia i blocchi pare vengano revocati nelle prossime ore, la situazione resta critica in altre regioni del Mezzogiorno.
In Puglia, gli autotrasportatori autonomi hanno annunciato una revoca soltanto parziale dei blocchi, in attesa di risposte concrete. Coldiretti Puglia ha lanciato l’allarme sul rischio di paralisi delle attività agricole, a causa delle difficoltà nella distribuzione dei prodotti.
In Calabria e Campania, invece, i presidi proseguiranno almeno fino al 27 ottobre, data del nuovo incontro ministeriale.
Particolarmente critica la posizione di Fedralog Calabria, che ha espresso insoddisfazione per l’esito del confronto, sostenendo che gli impegni annunciati riguardino principalmente risorse già stanziate.
Secondo l’organizzazione, si tratterebbe infatti di somme relative al 2025, attese dalle imprese da diversi mesi.
In Campania restano attivi i presidi degli autotrasportatori nei pressi dei caselli autostradali di Nola, lungo l’A30 Caserta-Salerno, e sull’A1 Milano-Napoli, nelle aree degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise.
Il protrarsi dei blocchi continua a provocare difficoltà nella distribuzione alimentare, con scaffali vuoti in diversi supermercati delle province di Napoli e Caserta.
Problemi nelle forniture vengono segnalati anche in Molise, dove iniziano a scarseggiare soprattutto frutta, verdura e prodotti confezionati.
La possibile revoca dei blocchi nell’Isola rappresenta un primo passo verso il ritorno alla normalità per le aziende che, negli ultimi giorni, hanno subito pesanti conseguenze economiche. Particolarmente colpiti i mercati ortofrutticoli e le imprese agricole, con prodotti deperibili rimasti invenduti e consegne sospese.
Resta tuttavia da verificare quanto rapidamente potranno riprendere i trasporti e se gli impegni economici annunciati dal Governo si tradurranno in pagamenti effettivi.
Il prossimo appuntamento del 27 ottobre al Mit sarà quindi determinante per valutare l’attuazione delle misure e le prospettive di una conclusione definitiva della mobilitazione.