Il Comitato Trasportatori Siciliani sospende la protesta dopo il confronto con il ministro Salvini. Restano aperti alcuni nodi su carburanti e costi dei traghetti. Schifani annuncia nuove risorse regionali.
Gli autotrasportatori siciliani revocano il fermo dei servizi e la protesta rientra, almeno nella sua forma più dura. La decisione è arrivata al termine del confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, durante il quale, secondo il Comitato Trasportatori Siciliani, è stata accolta gran parte delle richieste avanzate dalla categoria. Le imprese resteranno comunque in stato di agitazione fino alla definizione delle questioni ancora aperte.
La revoca consente di allentare una situazione che negli ultimi giorni aveva creato forti tensioni nella logistica dell’Isola, con ripercussioni nei porti, lungo le principali arterie stradali e sul sistema degli approvvigionamenti.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Renato Schifani, che ha sottolineato il ruolo del confronto istituzionale con il governo nazionale.
«Ringrazio il ministro Matteo Salvini – ha dichiarato Schifani – con il quale avevo avuto un’interlocuzione nei giorni scorsi proprio per sollecitare una soluzione alla vertenza. Il confronto ha dato risultati positivi e mi auguro che anche le questioni ancora aperte possano trovare presto una risposta».
Il governatore ha inoltre annunciato che anche la Regione interverrà a sostegno del comparto attraverso nuove risorse inserite nella manovra finanziaria attualmente in discussione all’Ars.
«Abbiamo già previsto ulteriori risorse per il settore nel disegno di legge sulle variazioni di bilancio attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana – ha aggiunto – a conferma dell’attenzione del governo regionale verso una categoria strategica per l’economia siciliana».
Al centro della vertenza restano soprattutto il caro gasolio e l’aumento dei costi sostenuti dalle imprese di autotrasporto.
Dopo il tavolo con le associazioni del settore, il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato lo sblocco di risorse destinate alla categoria. Tra gli interventi comunicati figurano anche circa 480 milioni di euro relativi al credito d’imposta sul gasolio.
Il Comitato Trasportatori Siciliani ha spiegato che quasi tutte le richieste della piattaforma sono state accolte. Restano però due questioni sulle quali non è stata ancora trovata una soluzione immediata: l’estensione per ulteriori quattro mesi del credito d’imposta sul carburante e misure per contenere il costo dei traghetti per l’attraversamento dello Stretto di Messina. Il ministero avrebbe assunto l’impegno ad affrontarle nell’ambito di un tavolo permanente dedicato al Mezzogiorno.
Sul risultato del confronto è intervenuto anche il senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia Nino Germanà, presente all’incontro di Milano.
«La revoca del fermo degli autotrasportatori siciliani è un risultato importante, che dimostra come il dialogo e la capacità di ascolto possano portare a soluzioni concrete anche nelle situazioni più difficili», ha commentato.
Germanà ha attribuito un ruolo centrale alla mediazione di Salvini e ha sottolineato la necessità di trasformare gli impegni assunti in provvedimenti capaci di incidere sui costi sostenuti dalle imprese.
«L’obiettivo è tradurre le rivendicazioni degli autotrasportatori in provvedimenti del Governo capaci di produrre aiuti concreti, a partire dal contrasto al caro gasolio e dal contenimento dei costi di trasporto», ha aggiunto.
Secondo il parlamentare leghista, sostenere il comparto significa intervenire non soltanto a tutela delle imprese, ma anche sulla regolarità delle forniture e sul rischio che l’aumento dei costi logistici possa riflettersi sui prezzi dei beni destinati ai consumatori.
La protesta, dunque, si interrompe, ma la vertenza non può ancora considerarsi definitivamente chiusa: il CTS manterrà lo stato di agitazione in attesa che anche gli ultimi nodi vengano affrontati.