PEDARA – Nell’ambito di una più ampia strategia di rafforzamento dei controlli sul territorio a tutela della salute pubblica e della legalità nel settore agroalimentare, i carabinieri della compagnia di Acireale e i Finanzieri della compagnia della Guardia di Finanza di Acireale, con il supporto dei carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina e del personale ASP veterinaria di Gravina di Catania, hanno eseguito un controllo congiunto in una ditta di Pedara operante nel commercio di fiori, piante e fertilizzanti.
Le verifiche sono scattate dopo informazioni raccolte dai carabinieri della Stazione di Pedara, che avevano segnalato la natura eterogenea delle attività riconducibili alla stessa impresa.
Mentre nel primo punto vendita non sono emerse irregolarità, ulteriori tre siti collegati alla ditta hanno fatto scattare approfondimenti.
In due fabbricati è stata accertata la vendita abusiva di prodotti casalinghi, agricoli, generi alimentari e mangimi per animali senza SCIA.
I carabinieri Tutela Agroalimentare hanno sequestrato circa 300 kg di prodotti privi di etichettatura e tracciabilità, confezionati in sacchetti di plastica.
Durante il sopralluogo sono emersi manufatti edilizi abusivi realizzati in area sottoposta a vincolo paesaggistico e sismico.
All’interno di un fabbricato è stata trovata una ghiandaia, specie selvatica protetta. All’esterno, invece, allevamenti abusivi di galline, tacchini e conigli in condizioni precarie, oltre a sei testuggini protette.
Gli animali protetti sono stati sequestrati dai carabinieri Forestali di Catania e reimmessi in natura.
In un altro locale sono state rinvenute oltre 40 bombole di GPL, per un peso complessivo oltre i 500 chili, conservate in condizioni altamente rischiose.
Fondamentale l’intervento della Guardia di Finanza, che ha rinvenuto sotto una struttura metallica sei cisterne da 1.000 litri contenenti gasolio agricolo, per un totale di oltre 5.400 litri.
Accanto, una pompa elettrica artigianale alimentata a batteria per il travaso del carburante.
Un contesto definito gravemente pericoloso per rischio di incendio ed esplosione, a ridosso del centro abitato.
La titolare non ha fornito alcuna documentazione sul possesso del carburante.
Il prodotto è stato sequestrato preventivamente ai sensi dell’art. 321 c.p.p. per violazioni al Testo Unico Accise (D.Lgs. 504/1995).
I Vigili del Fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza la zona, constatando l’assenza di misure antincendio.
L’operazione rientra nel Piano Trinacria e conferma l’efficacia della collaborazione interforze:
Un’attività che ha permesso di prevenire rischi per la collettività, tutelando salute, ambiente e legalità.