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29.05.2026

All’I.C. “Cavour” di Catania i racconti di autonomia e realizzazione nell’autismo ad alto funzionamento

di Redazione | 2 min di lettura

L'iniziativa ha acceso i riflettori sull'autismo, dimostrando come le barriere possano essere trasformate in trampolini di lancio

All’I.C. “Cavour” di Catania i racconti di autonomia e realizzazione nell’autismo ad alto funzionamento
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Martedì 26 maggio, nell’aula “Turi Ferro” dell’Istituto Comprensivo Statale “C.B. Cavour” di Catania si è tenuto l’incontro dal titolo “AUTentici e Indipendenti. Percorsi di chi ha imparato a volare da solo”. Un evento interamente dedicato all’inclusione scolastica e sociale, fortemente voluto e organizzato dal Gruppo Operativo per l’Inclusione con l’approvazione della dirigente scolastica professoressa Maria Gabriella Capodicasa.

L’iniziativa ha acceso i riflettori sull’autismo, dimostrando come le barriere possano essere trasformate in trampolini di lancio. A testimoniarlo sono stati i protagonisti stessi: giovani universitari e laureati, oggi perfettamente inseriti nel mondo del lavoro, attivi nel sociale e pienamente autonomi.

Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica, la Prof.ssa Maria Gabriella Capodicasa, che ha dato il benvenuto alla platea composta da studenti della scuola secondaria e primaria, oltre a famiglie e associazioni del territorio.

Il primo momento di profonda commozione è arrivato subito dopo, quando la parola è passata a un alunno di terza media dell’istituto. Con una straordinaria maturità e parole semplici, il ragazzo ha voluto raccontarsi in prima persona, spiegando ai compagni cosa significhi vivere l’autismo quotidianamente e come i compagni possono aiutarlo.

Successivamente, lo spazio è stato interamente dedicato ai giovani ospiti e alle loro famiglie. Giordana Ferro, ex alunna della scuola Cavour, è tornata tra le mura che l’hanno vista crescere per testimoniare il suo percorso di realizzazione sociale e lavorativa. Insieme a lei, Massimiliano Villari e Ivan D’Arrigo hanno dimostrato che la neurodiversità non è un limite ma un modo di essere e di percepire il mondo circostante, che non può essere schematizzato in un solo modo. Le voci chiare e lucide di alcune mamme – tra cui Antonella Di Mauro, Laura Mancuso e Olivia Spigarelli – hanno regalato una grande lezione a docenti e alunni.

La platea degli studenti ha risposto con un’attenzione straordinaria, innescando un fitto e spontaneo botta e risposta con tante domande rivolte sia ai giovani autistici sia alle mamme, curiosi di capire le sfide superate e la bellezza della loro indipendenza.

A rompere gli schemi, verso la fine della manifestazione, è stato un piccolo alunno della IV primaria che chiedendo con decisione la parola, ha voluto ringraziare pubblicamente i propri compagni di classe per averlo sempre accolto, coccolato e incluso dal primo giorno, regalando a tutti la prova di cosa significhi “fare comunità” tra i banchi.

L’incontro si è concluso con un messaggio che i ragazzi porteranno a casa: l’importanza di coltivare la gentilezza, di guardare oltre e di creare ponti anziché muri. Perché l’inclusione non riguarda solo le famiglie e gli insegnanti ma anche e soprattutto i compagni che con una parola gentile, un gesto di amicizia, un saluto nei corridoi e la disponibilità ad aiutare possono cambiare il loro modo di stare al mondo e il mondo.

Le parole della Dirigente in una videointervista

Il commento della prof.ssa Giunta e la testimonianza della mamma di Manuel

Alcuni scatti

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