L'abolizione, o almeno la limitazione, del voto segreto potrebbe essere uno strumento utile"
Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha lanciato un appello alle forze politiche d’opposizione “affinché presentino una proposta per l’abolizione del voto segreto“, a fronte “del ritiro di tutte le mie proposte”. È successo in occasione della cerimonia di consegna del ventaglio, tradizionale incontro con la stampa parlamentare siciliana prima della pausa estiva.
“Ho proposto formalmente in commissione regolamento l’eventuale ritiro di tutti i miei suggerimenti per la riforma delle regole d’aula con l’obiettivo di avere dalle opposizioni una sola proposta sul voto segreto“, ha affermato Galvagno. “A Roma il voto segreto ha impedito agli italiani la possibilità di potersi scegliere i propri rappresentanti alle prossime elezioni politiche. Il mio appello è rivolto alle forze d’opposizione: sono pronto a ritirare le mie proposte, tra cui quella per la riduzione del numero dei componenti nelle commissioni e quella per un contenimento dei tempi di intervento in aula”.
“Si è discusso molte volte della questione voto segreto che ha sempre ostacolato i lavori d’aula. Non sto pensando ad un provvedimento con effetti sulla legislatura attuale – ha precisato – ma a partire dalla prossima. L’abolizione, o almeno la limitazione, del voto segreto potrebbe essere uno strumento utile”.
L’appello alle opposizioni però, fa sapere il presidente dell’Ars, ha una condizione: “Una volta arrivati in Aula nessuno dovrebbe chiedere il voto segreto sull’abolizione del voto segreto, altrimenti sarebbe una presa in giro”.
La questione, ha concluso Galvagno, sarà affrontata dopo le variazioni di bilancio: “Ho fissato il termine al 21 settembre, aspetto le proposte delle opposizioni, poi andrò avanti con la riforma del regolamento”.