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10.09.2026

Il Kouros torna “a casa”: dal 13 settembre nuovamente esposto al Museo archeologico di Lentini

di Redazione | 3 min di lettura

La celebre statua greca, ricomposta dalla “testa Biscari” e dal “torso di Leontinoi”, torna nel territorio in cui furono rinvenuti i due reperti. Scarpinato: "Opera profondamente legata alla storia e all’identità di Lentini"

Il Kouros torna “a casa”: dal 13 settembre nuovamente esposto al Museo archeologico di Lentini
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Il celebre Kouros torna a Lentini. Da domenica 13 settembre 2026 la statua del giovane greco sarà nuovamente esposta nelle sale del Museo archeologico regionale di Lentini, riportando nel territorio d’origine uno dei reperti più significativi della Sicilia greca.

L’opera è costituita da testa e torso in pregiato marmo dell’isola di Paros, risalenti al primo decennio del V secolo a.C., rinvenuti nel territorio di Lentini in epoche differenti e successivamente ricondotti a un’unica statua.

La “testa Biscari” e il “torso di Leontinoi” di nuovo insieme

Il Kouros è composto dalla cosiddetta “testa Biscari”, appartenuta alla collezione del principe di Biscari e oggi custodita al Museo civico di Castello Ursino di Catania, e dal “torso di Leontinoi”, conservato al Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa.

Dopo la riunificazione dei due reperti, celebrata con una mostra a Palermo nel 2018, il “Kouros ritrovato” è stato protagonista di diverse esposizioni tra Catania, Siracusa e Lentini, oltre ad approdare ad Atene tra il 2021 e il 2022. Nel museo lentinese era già stato esposto nel 2024, facendo registrare un forte interesse da parte di visitatori e appassionati di archeologia.

Scarpinato: “Un valore aggiunto per il territorio

Bene il ritorno a casa del Kouros, un’opera profondamente legata alla storia e all’identità di Lentini – ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato –. La sua presenza nel museo rappresenta un valore aggiunto per la valorizzazione e l’attrattività del territorio, arricchendone l’offerta culturale e dando a cittadini e visitatori l’opportunità di riscoprire un’importante testimonianza del suo passato”.

Per Scarpinato, “valorizzare il nostro patrimonio significa anche rafforzare il legame tra i beni culturali e i luoghi di cui raccontano la storia“.

Messana: “Un frammento della storia e delle radici greche di Lentini

Grande soddisfazione anche da parte di Agostino Messana, direttore del Parco archeologico di Leontinoi e Megara.

Da mesi, con lo staff del Museo di Lentini, lavoriamo per questo giorno – sottolinea Messana –. Il rientro a Lentini del Kouros, i cui due elementi sono stati recuperati proprio in questo territorio, restituisce un frammento della storia di Lentini e delle sue radici greche”.

Il ritorno della statua rappresenta anche un’occasione di rilancio per il museo e per il territorio: “Il Kouros già nel 2024 si è rivelato un grande richiamo per turisti e appassionati di archeologia. Un vero motore per incentivare le attività economiche del territorio“.

Una storia iniziata oltre un secolo fa

La testa, in marmo pario e di grandezza naturale, è datata al primo decennio del V secolo a.C. e presenta un taglio netto sotto l’attacco del collo. Faceva parte della prestigiosa collezione del principe di Biscari, confluita successivamente nel Museo civico di Castello Ursino.

La storia moderna del torso, invece, è legata all’archeologo Paolo Orsi, che lo acquistò dal marchese di Castelluccio e lo registrò nell’inventario del Museo di Siracusa nel 1904. Secondo quanto riportato dallo stesso Orsi, il reperto era stato scoperto nelle campagne di Leontinoi dopo le alluvioni del 1902, per poi rimanere per diverso tempo abbandonato in una fattoria prima di essere recuperato dal marchese.

Dall’intuizione di Libertini alla ricostruzione in 3D

La prima proposta di ricongiungere la “testa Biscari” con il torso conservato a Siracusa si deve a Guido Libertini, che, su suggerimento dello studioso Ludwig Pollak, fece realizzare un calco della testa per applicarlo al torso.

L’ipotesi che i due frammenti appartenessero alla stessa statua è stata successivamente approfondita anche attraverso le nuove tecnologie. Un gruppo di studiosi ha infatti realizzato un’anastilosi virtuale mediante stampa tridimensionale 3D, ricerca pubblicata nel Journal of Electronic Imaging nel 2017.

Da domenica, dunque, il Kouros sarà nuovamente protagonista a Lentini, nel museo che custodisce le testimonianze della storia più antica di Leontinoi: un ritorno che riunisce archeologia, identità e valorizzazione culturale del territorio.

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