SIRACUSA – Ecco le operazioni più importanti condotte dai carabinieri questo pomeriggio a Siracusa e provincia.
- Il Tribunale di Siracusa ha disposto il sequestro preventivo dei beni mobili ed immobili nel possesso di un’azienda, stimati intorno a € 200.000 e la sottoposizione ad amministrazione giudiziaria dell’attività, che ha consentito ai carabinieri di sequestrarne i conti correnti bancari e il denaro contante. I dipendenti del bar in questione lavoravano per oltre otto ore al giorno, tutti i giorni, senza riposo settimanale o ferie. Dopo avere sopportato per anni di essere pagata con poche centinaia di euro una barista fu licenziata in tronco per avere chiesto un aumento di 100 euro al mese perché aveva avuto un bambino e, col marito disoccupato, non ce la faceva a tirare avanti. Poco dopo un’altra dipendente fu licenziata perché aveva fruito di periodi di malattia; anche lei veniva retribuita con qualche centinaio di euro al mese, spesso corrisposti anche in ritardo. Il malumore che serpeggiava tra i dipendenti fece un’altra vittima pochi mesi dopo, poiché anche uno degli addetti alla pompa di rifornimento venne licenziato per essersi lamentato di una paga troppo bassa per le 12 ore di lavoro al giorno che svolgeva. Oltre ad essere sottopagati, i dipendenti erano costretti a firmare le buste paga con l’importo di ciò che realmente sarebbe spettato loro. Senza potersi lamentare, pena licenziamento. La grave situazione prospettata dai denuncianti, che non avevano nemmeno ricevuto il trattamento di fine rapporto rimanendo totalmente privi di fonti di sostentamento, venne denunciata all’ispettorato del lavoro nel maggio 2015. I militari, al termine di una attività di indagine coordinata dal sostituto procuratore Margherita Brianese, hanno ricomposto tutti i pezzi del mosaico. A parte le gravose condizioni di lavoro a cui erano sottoposti per evidente sfruttamento, venne alla luce un particolare che rendeva ancora meno edificante il comportamento dei datori di lavoro: a seguito dell’obbligo di rendere tracciabili i pagamenti delle retribuzioni, i dipendenti non vennero più pagati in contante, ma con assegni bancari di importo corrispondente alla busta paga. In realtà, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, ai dipendenti veniva imposto di andare immediatamente in banca a scambiare l’assegno per restituire immediatamente circa la metà dello stipendio. In questo modo l’azienda era formalmente a posto in caso di controllo ispettivo, perché poteva dimostrare di avere retribuito i dipendenti come da contratto, potendo mostrare come riprova l’assegno incassato dai dipendenti che coincideva con la busta paga sottoscritta.

- I militari di Augusta hanno arrestato Sebastiano Failla, del posto, 45 anni, per i reati di estorsione, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia. L’uomo, con violenza e minacce, ha costretto i propri genitori conviventi a consegnargli la somma di 100 euro che servivano per l’acquisto di sostanze stupefacenti di cui è dipendente. Dopo aver picchiato i propri genitori, avendo capito la gravità del gesto commesso, è fuggito, fin quando i militari, dopo brevi ma intense ricerche su tutto il territorio augustano, lo hanno rintracciato in una casa di campagna disabitata. Le attività info-investigative condotte dagli operanti hanno permesso di accertare che le richieste di denaro duravano da circa due anni e si erano trasformate negli ultimi due giorni in vere e proprie sopraffazioni, seguite da aggressioni fisiche, minacce e molestie. Failla è stato rinchiuso nel carcere Cavadonna di Siracusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Sebastiano Failla, 45 anni
- I carabinieri di Lentini hanno recuperato e salvato una poiana in contrada Sant’Antonio. A segnalare la presenza dell’animale un uomo di Lentini che si è accorto che il volatile, in via di estinzione e sottoposto a particolare tutela, aveva una ferita accidentale all’ala destra e non riusciva nemmeno a camminare sul terreno, limitandosi a strisciare. L’uomo ha subito portato il rapace ai carabinieri di Lentini e questi ultimi, dopo averlo rifocillato e fatto sottoporre ad una visita zooiatrica dal servizio di veterinaria dell’Asl di Lentini, ha consegnato l’uccello predatore alla ripartizione faunistico-venatoria di Siracusa, dove verrà curato fino a che potrà tornare a volare.