MESSINA – Ecco le operazioni condotte da polizia e carabinieri a Messina e provincia:
- Ultima tappa per il progetto camper. Domani mattina la Polizia di Stato incontrerà gli alunni dell’Istituto Tecnico Economico Jaci per parlare, ancora una volta, di violenza di genere. Ultimo di una serie di appuntamenti con gli studenti messinesi di un progetto ideato e promosso dalla questura per affrontare tematiche attuali e importanti quali il femminicidio, il bullismo, la violenza domestica. Sabato mattina, invece, il camper firmato Polizia di Stato, insieme alle associazioni Cedav, Eva Onlus, Posto Occupato e all’ospedale Papardo, sosterà nella centrale piazza Cairoli per incontrare la gente e continuare, in un’ottica di prevenzione, la lotta contro la violenza di genere;

- I carabinieri della compagnia di Milazzo e in particolare i militari della stazione di Milazzo hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare a carico di Alina Cristina Frandes, 33enne rumena residente a Milazzo, responsabile di danneggiamento ed evasione. Il provvedimento cautelare scaturisce dall’esito dell’attività svolta dai carabinieri in seguito a un intervento che ha permesso di evidenziare come la donna, che si trovava agli arresti domiciliari, si era allontanata per compiere dei danneggiamenti. In particolare, una pattuglia è intervenuta su richiesta di alcuni vicini della donna, che hanno denunciato il danneggiamento della propria auto. I carabinieri intervenuti hanno così acquisito utili elementi che hanno dimostrato come la 33enne per futili motivi, si era allontanata da casa sua per danneggiare prima la porta e poi l’auto dei vicini. La Corte di Appello di Messina, visto che il comportamento della giovane e i fatti denunciati costituivano una violazione dei divieti a cui era sottoposta, ha disposto l’aggravamento della misura degli arresti domiciliari con provvedimento custodiale. L’arrestata, al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria è stata accompagnata nel carecre di Messina Gazzi;
- Altra ordinanza è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Fondachello Valdina che ha condotto agli arresti domiciliari Carmelo Milazzo, anch’egli destinatario di una misura di aggravamento. Nello specifico l’uomo, già responsabile del reato di ricettazione, perché trovato con un motore fuori bordo di un’imbarcazione risultata essere rubata, ha violato anche altre prescrizioni che gli erano state imposte, non ultime a quelle della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
- I carabinieri della compagnia di Messina Sud nella giornata di ieri hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al pregiudicato Vincenzo Astuto, 37enne messinese già condannato per altra causa, responsabile di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, su conforme richiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha coordinato le indagini. I fatti risalgono allo scorso agosto quando i militari della stazione di Tremestieri, insieme ai colleghi del Nucleo Operativo, hanno appurato attraverso un’attività d’indagine come l’uomo aveva tentato d’imporre il pizzo ad un commerciante della zona sud della città, prospettandogli pesanti ritorsioni in caso si fosse rifiutato di pagare una somma mensile di 500 euro. Una vera e propria richiesta in stile “mafioso”, giustificata anche dal passato criminale dell’uomo, già condannato per 416 bis e coinvolto nella nota operazione “Case basse” che nel luglio del 2008 ha portato dietro le sbarre 27 persone accusate di associazione mafiosa. A condurre le indagini all’epoca furono i carabinieri del nucleo investigativo di Messina che riuscirono a tracciare il nuovo organigramma mafioso che andava delineandosi in città, nella zona sud e nel rione Giostra con l’emersione dei clan capeggiati dalle famiglie Barbera e Santovito, che facevano riferimento a Marcello D’Arrigo. Promotore dell’organizzazione secondo gli investigatori era invece Pietro Trischitta, detenuto al 41 bis, regime di carcere duro. Dalle indagini emersero i progetti per soppiantare lo storico gruppo di Giacomo Spartà operante a Santa Lucia sopra Contesse, la preparazione di omicidi e l’asse comune con la costola del gruppo facente capo a Gaetano Barbera, ben radicata a Giostra e nella zona nord. Un curriculum criminale di tutto rispetto quello del 37enne che ha tentato d’intimidire l’inerme commerciante non riuscendo però nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà, poiché nello stesso periodo era stato arrestato per fatti analoghi. L’indagine dei carabinieri ha permesso di ricostruire la vicenda raccogliendo gravi indizi a suo carico, pienamente condivisi dall’autorità giudiziaria che ha emesso l’odierno provvedimento.