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25.10.2017

Scoperta cava abusiva nel catanese: sequestrata area di 500 metri quadri

di Redazione
Scoperta cava abusiva nel catanese: sequestrata area di 500 metri quadri

MASCALI – I carabinieri del comando per la Tutela dell’Ambiente collaborati dai militari della stazione di Mascali, al termine di un approfondito controllo eseguito in località Nardello di Puntalazzo di Mascali, hanno sequestrato un’area di circa 500 mq. che una nota società del luogo operante nel settore, stava utilizzando abusivamente come cava di estrazione di materiale basaltico lavico.

L’intervento di oggi dei carabinieri segue un simile sequestro di una cava di materiale basaltico lavico fatto nella stessa zona dai medesimi reparti, lo scorso settembre nei confronti di un’altra società.

Anche in questo caso l’intervento dei carabinieri è avvenuto mentre erano in azione sul posto, nella piena attività di sbancamento e di estrazione del materiale, due escavatori. L’operaio addetto alla conduzione degli escavatori è stato bloccato e i conseguenti controlli, eseguiti alla presenza del titolare, hanno evidenziato che il materiale abusivamente estratto veniva immediatamente dopo convogliato nel vicino impianto di frantumazione, appartenente alla medesima ditta, trovato in funzione e immediatamente bloccato.

L’impianto è risultato non in regola, in quanto sprovvisto delle necessarie autorizzazione per le emissioni in atmosfera. Le prime verifiche avviate nella sede dell’ufficio tecnico del Comune di Mascali, hanno fatto emergere che le particelle di terreno interessate dalle operazioni abusive di cava si trovano in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, vincolo peraltro esistente sin dall’anno 1991 su tutta la zona interessata dalla colata lavica del 1928, che ha colpito l’intera zona distruggendo, secondo le cronache dell’epoca, buona parte del centro abitato di Mascali, successivamente riscostruito.

Per tali motivi l’area adibita abusivamente a cava, i due escavatori e l’impianto di frantumazione della ditta sono stati sequestrati. Il magistrato di turno della procura della Repubblica di Catania, al quale sono stati inviati i primi atti, ha richiesto e ottenuto dal gip la convalida del sequestro operato d’iniziativa dai carabinieri.

A seguito di quanto verificato sono stati fatti intervenire sul posto i funzionari del distretto minerario di Catania per le verifiche di competenza.

Il titolare della Società A.L. di anni 83, originario di Giarre, è stato denunciato alla procura della Repubblica, in quanto responsabile di numerosi reati ambientali e del settore minerario.