PALERMO – Tornano a protestare gli ex lavoratori Almaviva Contact, con un sit-in in piazza Indipendenza, davanti alla Presidenza della Regione Siciliana, per chiedere tempi certi sulla ricollocazione occupazionale.
Circa un centinaio di manifestanti ha preso parte alla protesta organizzata dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Ugl.
I lavoratori hanno indossato maschere bianche, simbolo di una condizione di invisibilità, e le cuffie con microfono, strumento che per anni ha rappresentato il loro lavoro nei call center.
Tra i cartelli esposti si leggono messaggi chiari: “Vogliamo risposte, basta attese”, “Siamo morti, rivogliamo il nostro lavoro”, “Noi ex Almaviva, vittime di Stato”.
Al centro della protesta, i ritardi nei progetti annunciati dalla Regione Siciliana per la ricollocazione dei lavoratori.
Le ipotesi in campo riguardano:
Tuttavia, secondo i sindacati, entrambi i progetti risultano ancora bloccati.
“Indosso le cuffie perché questo è stato il mio lavoro per vent’anni – racconta Sabrina Di Giovanni, 46 anni – grazie a questo lavoro ho cresciuto la mia famiglia, ma oggi non abbiamo certezze sul futuro”.
I rappresentanti sindacali chiedono un confronto immediato con il presidente della Regione Renato Schifani.
“I progetti annunciati per garantire l’occupazione dei 387 lavoratori sono fermi – spiegano i sindacati – e quello sulla digitalizzazione delle cartelle cliniche desta particolare preoccupazione, perché al momento non risulta alcuna attività concreta”.
La mobilitazione prosegue con l’obiettivo di ottenere risposte concrete e tempi definiti, mentre cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale di centinaia di famiglie.