Secondo quanto emerso i genitori di un figlio minore colto ad infrangere una legge devono, oltre che dimostrare la propria vigilanza sul figlio, anche provare l'impartizione di un'educazione tale da rispettare la convivenza con gli altri
Minorenne aggredisce un coetaneo e i genitori si ritrovano a dover pagare i danni causati nei confronti della vittima: questo è quanto stabilito dal tribunale di Sciacca in relazione ad un’aggressione avvenuta nel febbraio del 2021 nell’Agrigentino.
A pronunciare la sentenza la dottoressa Veronica Messana la quale, riconoscendo la tesi difensiva dell’avvocato Mauro Tirnetta del Foro, ha ribadito come le responsabilità penali dei figli minori debbano essere riconducibili ai genitori degli stessi.
I fatti incriminanti, avvenuti ormai 5 anni fa, vedono come protagonista un ragazzo ai tempi 15enne colpito al volto con due pugni in seguito ad una discussione scaturita da gelosia. Secondo quanto emerso, infatti, il violento crimine sarebbe avvenuto dopo che la vittima si sarebbe rivolta alla ragazza dell’aggressore in modo inappropriato.
Il giovane quindi, dopo l’aggressione, era stato portato in ospedale per le cure necessarie, dove sono emerse la frattura delle ossa del naso e lesioni agli incisivi inferiori.
Il tribunale di Sciacca ha quindi ritenuto attendibile la ricostruzione fornita dai testimoni, ovvero altri membri della compagnia presente durante l’aggressione, escludendo poi che la vittima avesse portato avanti una condotta tale da configurare un concorso di colpa. Ad ipotizzare quest’ultima teoria, infatti, la compagnia assicurativa della quale i genitori dell’aggressore hanno richiesto l’intervento, così da coprire le eventuali somme che sarebbe potuti finire a dover risarcire.
Tale compagnia ha quindi sostenuto come, tra i due coinvolti, vi sarebbe stata una colluttazione con responsabilità paritaria, formulando poi anche un’offerta transattiva di 10.500 euro rifiutata però dalla famiglia del ragazzo ferito. Ad emergere poi, durante la sentenza della giudice Messana, come quando si parla del passaggio di responsabilità da figlio minore ai genitori non serva solo dimostrare la vigilanza eseguita sul figlio ma anche di aver impartito con successo un’educazione adeguata in ambito del rispetto delle regole civili di convivenza.
A proposito di quest’ultima prova quindi, non raggiunta con successo, la giudice ha dichiarato l’effettiva responsabilità dei genitori i quali, insieme alla compagnia assicurativa citata pocanzi, dovranno ripagare i danni perpetrati al giovane.
Per tale motivo, quindi, il tribunale ha riconosciuto alla famiglia della vittima un risarcimento di oltre 30 mila euro, insieme agli interessi, comprendendo poi anche il pagamento relativo alle spese legali, di consulenza tecnica e per le cure già sostenute e a quelle future. Nello specifico la consulenza medico-legale aveva classificato come 6% il danno biologico permanente, insieme ai trenta giorni di incapacità temporanea assoluta al 75% con ulteriori venti giorni al 50%.