Discarica abusiva e officina fantasma: scatta il sequestro ad Agrigento

Discarica abusiva e officina fantasma: scatta il sequestro ad Agrigento

AGRIGENTO – Un’area trasformata in discarica abusiva e officina non autorizzata è stata sequestrata dai carabinieri del Centro Anticrimine Natura, ad Agrigento, al termine di un’operazione condotta con il supporto tecnico dell’ARPA e l’ausilio di rilievi con drone.

I controlli rientrano in un più ampio piano di monitoraggio del territorio, finalizzato alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Rifiuti pericolosi e veicoli fuori uso

Il sequestro è scattato in contrada Caltafaraci, dove su un terreno agricolo di circa 2.520 metri quadrati è stata individuata un’area di circa 1.000 metri quadrati adibita a deposito incontrollato di rifiuti speciali, sia pericolosi che non.

Tra i materiali rinvenuti:

  • componenti di autoveicoli e carrozzeria
  • pneumatici fuori uso
  • filtri dell’olio con sostanze pericolose
  • batterie al piombo
  • motori e parti meccaniche
  • veicoli dismessi o non più idonei alla circolazione

Attività abusiva e sversamenti illeciti

Nel corso degli accertamenti è emersa anche un’attività non autorizzata di demolizione e riparazione di autoveicoli, svolta nello stesso sito.



I militari hanno inoltre contestato lo sversamento illecito di reflui urbani direttamente sul terreno, riconducibile a un’impresa operante nel settore dell’autospurgo.

Una denuncia alla Procura

Al termine delle verifiche, un soggetto è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per le ipotesi di reato ambientale emerse.

Controlli rafforzati contro i reati ambientali

L’operazione si inserisce in un contesto normativo più severo, che prevede sanzioni più pesanti per la gestione illecita dei rifiuti, tra cui:

  • sequestro dei mezzi utilizzati
  • sospensione della patente fino a 4 mesi

Tutela del territorio e della salute

L’intervento conferma l’impegno dell’Arma nel contrasto a condotte che possono compromettere suolo ed ecosistema, con effetti diretti sulla qualità della vita dei cittadini.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: eventuali responsabilità saranno accertate solo con sentenza definitiva.