PALERMO – Ammonta a circa 150 milioni di euro il valore dei beni confiscati oggi ad AndreaImpastato, figlio di Giacomo detto “u sinnacheddu”, esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, in relazione con Badalamenti, e fratello di Luigi, ucciso a Palermo a colpi d’arma da fuoco nel corso di un agguato di mafia il 22 settembre 1981.
In data 5 gennaio 2008 il Tribunale di Palermo ha emesso un provvedimento con il quale ha disposto il sequestro dell’ingente patrimonio riconducibile al proposto, divenuto oggetto di confisca con l’odierno decreto.
Trai i beni sotto elencati, oggetto dell’importante misura ablatoria e che tornano oggi proprietà dello Stato, emergono: una cava, complessiindustriali di oltre 50mila mq e una grossa strutturaalberghiera in una località di elevato interesse turistico (San Vito Lo Capo).
Beni oggetto di confisca:
– AZIENDE
M.E.C. Mediterranea Edil Commerciale s.r.l con sede inaCINISI;
IN.CA.S. Inerti Calcarei Sud s.r.l. con sede a Montelepre (PA);
MEDI. TOUR s.r.l. con sede a Palermo;
Prime Iniziative s.r.l. con sede a Carini (PA);
PARADAIS s.r.l. con sede in Montelepre (PA);
IMPRESA INDIVIDUALE IMPASTATO con sede a MONTELEPRE (PA);
icocem S.R.L. CON SEDE A MONTELEPRE (PA);
-BENI IMMOBILI
40 appezzamenti di terreno edificabili e non ubicati nelle località di Terrasini, Cinisi, Carini, Montelepre, Monreale, San Vito Lo Capo;
una cava per l’estrazione di inerti ubicata in contrada Ucciardo tra le località di Carini e Montelepre;
un complesso industriale a Carini adibito a centro commerciale di 50mila mq circa attualmente locato a una società di grande distribuzione commerciale (azienda quest’ultima estranea al presente procedimento);
un complesso industriale a Carini adibito alla preparazione di inerti e conglomerati cementizi;
un complesso industriale costituito da più capannoni utilizzati per lo stoccaggio in loco di merci varie conto terzi nella zona industriale di Carini;
complesso turistico residenziale denominato “Calamancina Residence” a San Vito Lo Capo costituito da numerosi appartamenti e da alcune villette.
Sono stati confiscati anche conti correnti, depositi postali e titoli.