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04.09.2026

Serpente all’aeroporto di Palermo: lo strano ritrovamento a bordo di un volo da Lampedusa

di Redazione | 2 min di lettura

L'animale, adesso in sicurezza, è stato affidato ad un erpetologo dell'università degli studi di Palermo così da tutelarlo fino alla reintroduzione nel proprio habitat naturale

Serpente all’aeroporto di Palermo: lo strano ritrovamento a bordo di un volo da Lampedusa
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Attimi di spossatezza all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo dove, a bordo di un volo proveniente da Lampedusa, è stato rinvenuto un serpente. La presenza dell’animale, scoperta solo durante le ultime fasi di volo, è stata segnalata dall’equipaggio per poi venir segnalato dal comandante alle forze dell’ordine presenti allo scalo palermitano.

Rinvenuto un serpente all’aeroporto di Palermo: ecco chi è il colubro del cappuccio

Una volta atterrati, poi, sono intervenuti i carabinieri della stazione dell’aeroporto di Palermo che, insieme ai militari forestali e al distaccamento Cities di Punta Raisi, hanno provveduto con il recupero e la messa in sicurezza dell’animale.

Quest’ultimo, secondo i primi accertamenti, apparterebbe al genere “Macroprotodon“, nello specifico al colubro del cappuccio, “Macroprotodon cf. cucullatus“: un piccolo serpente tipico della fauna di Lampedusa.

Una presenza che, almeno a Lampedusa, non costituisce certo una sorpresa, essendo l’unica località europea che può vantare della presenza dell’animale. Nello specifico la specie presenta una distribuzione in prevalenza nordafricana, la quale testimonia i rapporti tra Lampedusa e il continente africano. L’isola, infatti, fa parte geologicamente della piattaforma continentale nordafricana, prendendo posizione nel Canale di Sicilia a poco più di cento chilometri dalle coste della Tunisia.

L’animale in sé presenta dimensioni contenute, probabilmente per via degli ambienti caldi e aridi e la vegetazione erbacea xerofila con cui è in contatto. Le sue abitudini sono prevalentemente crepuscolari o notturne, con uno stile di vita piuttosto elusivo che rendono la sua osservazione poco frequente.

La tutela e la reintroduzione dell’animale, le prossime fasi

Ancora in corso, invece, gli accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire le esatte dinamiche del prelievo e del trasporto del rettile, così da individuare l’eventuale responsabile.

L’animale è stato quindi affidato dai carabinieri ad un esperto erpetologo, nonché docente dell’università degli studi di Palermo, che ne curerà in via temporanea la custodia. L’obiettivo è infatti quello di verificarne le condizioni di salute, così da garantirne l’idonea permanenza fino alla reintroduzione in natura.

Una volta ultimate le valutazioni specialistiche necessarie, infatti, il serpente tornerà sull’isola di Lampedusa, così da poter essere reimmesso secondo le giuste modalità.

L’immagine

Foto di repertorio

11:28