Cerca nel sito

30.06.2026

Questione privatizzazione Aeroporto di Catania, Cisal: “La governance di SAC rassegni le dimissioni”

di Rossana Nicolosi | 2 min di lettura

Il sindacato punta il dito contro bilanci, gestione della privatizzazione e mancanza di confronto: «Servono trasparenza e garanzie occupazionali»

Questione privatizzazione Aeroporto di Catania, Cisal: “La governance di SAC rassegni le dimissioni”

La CISAL Catania chiede un cambio ai vertici di SAC S.p.A., la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Attraverso una nota firmata dal segretario provinciale Giovanni Lo Schiavo, il sindacato invita l’attuale Consiglio di amministrazione a valutare le dimissioni, ritenendole «l’unico atto coerente con la salvaguardia dell’immagine pubblica della società e con la tutela dell’interesse collettivo».

Alla base della presa di posizione, spiega la CISAL, vi sarebbero elementi «documentati e verificabili» che riguardano sia i risultati economici dell’azienda sia le modalità con cui è stato avviato il percorso di privatizzazione.

Secondo il sindacato, il bilancio 2025, certificato da KPMG, evidenzia un calo del 17% dell’EBITDA rispetto all’anno precedente e un utile netto di 8,1 milioni di euro a fronte di ricavi pari a 112 milioni, dati che, secondo la CISAL, rappresenterebbero uno dei margini più bassi tra gli aeroporti italiani comparabili. A ciò si aggiungerebbe la significativa riduzione del traffico dell’aeroporto di Comiso, che avrebbe registrato una contrazione del 48% nell’ultimo anno, continuando – secondo il sindacato – a sostenersi grazie ai contributi pubblici.

Nel mirino della CISAL finiscono anche le modalità con cui è stata condotta la procedura di privatizzazione. In particolare, il sindacato evidenzia come le nuove regole di governance, deliberate lo scorso 16 giugno, sarebbero state comunicate esclusivamente ai potenziali investitori privati, senza un preventivo confronto con lavoratori, organizzazioni sindacali e cittadini.

La nota richiama inoltre la posizione del Commissario della Camera di Commercio, il cui operato viene definito oggetto di contestazioni, facendo riferimento alla segnalazione presentata all’ANAC dal senatore Nicita. Viene inoltre ricordato che la richiesta congiunta avanzata da CISAL e LEGEA il 22 giugno, con la quale si chiedevano chiarimenti sulla governance, sulla prospettata fusione tra SAC e SAC Service e sulle garanzie occupazionali fino al 2049, sarebbe rimasta priva di riscontro.

«Una società interamente pubblica – sottolinea Giovanni Lo Schiavo – deve garantire livelli di trasparenza, partecipazione e responsabilità ancora maggiori rispetto a una realtà privata. Riteniamo che questi principi non siano stati rispettati e che il percorso di privatizzazione sia stato gestito senza un reale confronto con il territorio e senza adeguate tutele per i lavoratori».

La CISAL evidenzia infine come la gestione dell’operazione stia alimentando un crescente clima di tensione e scetticismo anche tra le istituzioni, ribadendo che un cambio di governance rappresenterebbe un segnale importante per ristabilire fiducia nel percorso avviato.

Il sindacato conclude confermando la propria disponibilità ad avviare un confronto costruttivo con una futura governance che, si legge nella nota, «voglia instaurare un rapporto trasparente e rispettoso con le organizzazioni sindacali, i lavoratori e il territorio», con l’obiettivo di garantire il futuro degli scali aeroportuali di Catania e Comiso e la tutela delle centinaia di dipendenti che ogni giorno ne assicurano il funzionamento.

07:24