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11.06.2026

Privatizzazione Aeroporto di Catania, Cisal e Legea attaccano SAC: “Si parla di investimenti ma non di lavoratori”

di Redazione | 3 min di lettura

Le parole di Giovanni Lo Schiavo (Segretario Generale Cisal Catania) e Sandro Barbagallo (Segretario Provinciale Legea Catania).

Privatizzazione Aeroporto di Catania, Cisal e Legea attaccano SAC: “Si parla di investimenti ma non di lavoratori”

La privatizzazione della SAC non può trasformarsi in un’operazione costruita esclusivamente sui numeri, sui bilanci e sulle prospettive industriali, ignorando completamente il futuro di centinaia di famiglie siciliane. Per questo CISAL Catania e LEGEA tornano a chiedere un immediato intervento della politica regionale e nazionale affinché il tema delle garanzie occupazionali diventi la priorità assoluta del dibattito.

“Ormai emerge con chiarezza una verità che non può più essere nascosta. Ogni volta che la SAC viene investita da critiche o attacchi mediatici, i suoi vertici trovano immediatamente spazio sui giornali per difendersi, raccontare i successi raggiunti, annunciare investimenti, opere infrastrutturali e prospettive di crescita. Quando però si tratta di confrontarsi sul futuro di 700 lavoratori e delle loro famiglie, cala improvvisamente il silenzio”, dicono Giovanni Lo Schiavo (Segretario Generale Cisal Catania) e Sandro Barbagallo (Segretario Provinciale Legea Catania).

Le organizzazioni sindacali sottolineano come, mentre si continua a parlare dei traguardi raggiunti dallo scalo etneo e dell’obiettivo dei 20 milioni di passeggeri, resti senza risposta la questione più importante.

“Leggiamo continuamente interviste e dichiarazioni nelle quali vengono celebrati i numeri record dell’aeroporto, i cantieri già avviati e quelli che partiranno nei prossimi mesi. Quello che continua a mancare è una risposta chiara alla domanda che interessa lavoratori e famiglie: cosa accadrà dopo la privatizzazione?”.

LA PREOCCUPAZIONE DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Per CISAL e LEGEA, il Consiglio comunale straordinario convocato sul processo di privatizzazione della SAC ha confermato un dato preoccupante: tutti parlano di quote societarie, strategie industriali e governance, ma nessuno affronta realmente il tema delle tutele occupazionali.

“Ancora una volta abbiamo assistito a un confronto nel quale si è discusso del futuro dell’aeroporto senza mettere al centro chi quell’aeroporto lo fa funzionare ogni giorno. I lavoratori non possono essere considerati una voce accessoria di questa operazione. Sono il cuore dello scalo e meritano risposte prima di qualsiasi decisione definitiva”, spiegano Lo Schiavo e Barbagallo.

“LA FUSIONE TRA SAC E SAC SERVICE È L’UNICA GARANZIA REALE”

Secondo CISAL e LEGEA esiste una sola strada in grado di mettere al riparo il personale dalle incertezze legate all’ingresso dei privati.

“Da tempo sosteniamo che la fusione tra SAC e SAC Service rappresenta l’unico atto concreto capace di garantire realmente il futuro occupazionale dei lavoratori. Tutto il resto rischia di rimanere nel campo delle promesse e delle dichiarazioni di principio. Se davvero si vuole costruire il futuro dell’aeroporto, si parta dalla tutela di chi ne rappresenta il presente”.

Le sigle sindacali chiedono che tale percorso venga definito prima della conclusione dell’iter di privatizzazione.

L’APPELLO AL GOVERNO REGIONALE E AI SOCI PUBBLICI

CISAL e LEGEA chiamano direttamente in causa la Regione Siciliana e tutti gli enti pubblici soci della SAC.

“La Regione non può assistere passivamente a un processo di privatizzazione senza pretendere garanzie preventive e vincolanti per i lavoratori. Difendere il lavoro siciliano non è una facoltà della politica, ma un preciso dovere istituzionale”.

Per le organizzazioni sindacali, il momento delle ambiguità è terminato.

“La politica siciliana continua a interrogarsi sulle ragioni della crescente sfiducia dei cittadini. Eppure, è proprio nelle vicende come questa che si misura la credibilità delle istituzioni. Restare a guardare mentre 700 lavoratori chiedono certezze significa aumentare ulteriormente la distanza tra i cittadini e chi li governa”.

“CHI TACE OGGI SI ASSUMERÀ LA RESPONSABILITÀ DOMANI”

L’affondo finale di CISAL e LEGEA è rivolto a tutti coloro che, pur avendo responsabilità istituzionali, continuano a non esprimersi sul futuro occupazionale dello scalo.

“I siciliani non hanno bisogno di spettatori ma di rappresentanti capaci di assumersi responsabilità e difendere concretamente il lavoro. Chi oggi sceglie il silenzio dovrà assumersi domani la responsabilità delle proprie scelte davanti ai lavoratori, alle loro famiglie e a un intero territorio che chiede rispetto, coraggio e risposte certe. Prima della privatizzazione servono garanzie scritte. Tutto il resto è propaganda”, concludono Lo Schiavo e Barbagallo.

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