Adoc: “Fallimento totale della gestione logistica e trattamento degradante patito dal passeggero”
L’associazione consumatori Adoc è pronta a “mettere in mora” Ryanair e valuta anche un’azione legale per la richiesta di risarcimenti danni.
Il problema sarebbe sorto quando, nella notte tra domenica e lunedì, oltre mille passeggeri diretti a Catania e poi dirottati a Trapani, hanno passato la notte sui pavimenti dell’aeroporto “Florio”. All’alba infatti i viaggiatori sono saliti sul pullman che li avrebbe poi trasferiti via terra al “Fontanarossa”.
Oltre al danno, la “buona notizia” annunciata al microfono di bordo da personale della compagnia aerea su alcuni voli ha destato ancora più fastidio. Gli operatori avrebbero infatti rassicurato i passeggeri affermando che “Bus già pronti per il trasferimento”, anche se non era vero.
L’associazione consumatori invita, quindi, i “prigionieri dell’Etna” a rivolgersi agli sportelli Adoc per avviare l’eventuale procedura di risarcimento. È possibile individuare grazie al sito nazionale dell’associazione la sede più vicina cliccando su https://adocnazionale.it/dove-siamo/.
A Catania, la presidenza provinciale dell’associazione si trova in via Sangiuliano 365. È possibile raggiungerla in orari d’ufficio telefonando al numero 095.312106 (interno 1).
Nel loro atto di formale diffida, i legali dell’Adoc, denunciano l’abbandono totale dei passeggeri.
“Abbandonati all’interno/esterno della struttura aeroportuale – si legge nella diffida -, costretti a rimanere in coda per ore e in totale assenza di informazioni e aggiornamenti da parte del vostro personale di terra. L’attesa forzata si protraeva per l’intera notte. Il pullman sostitutivo giungeva a destinazione soltanto all’alba del giorno successivo, accumulando un ritardo logistico del tutto ingiustificato. Durante l’intera attesa notturna, la compagnia ha omesso di prestare la dovuta assistenza, costringendo il passeggero a vagare nello scalo e a dormire sul pavimento, senza ricevere né generi di prima necessità (bottigliette di acqua sono state distribuite su iniziativa della società di gestione aeroportuale AirGest, ndr) né una sistemazione alberghiera per la notte. Ciò nonostante i tempi di attesa evidenti e prolungati rendessero necessaria tale protezione.
Sebbene il dirottamento sia dipeso da una causa di forza maggiore – continuano -, l’obbligo di assistenza a carico del vettore sussiste sempre e non patisce eccezioni, neppure in caso di eventi naturali straordinari. Non prevede alcuna limitazione, né temporale, né causale, all’obbligo di fornire vitto, alloggio e trasporti ai passeggeri in attesa di riprotezione. L’omissione di tale assistenza configura una grave e autonoma responsabilità contrattuale in capo al vettore. A nulla rilevano eventuali difficoltà nel reperimento di autisti o vettori terzi su gomma a causa dell’orario notturno in quanto queste circostanze rientrano nel rischi d’impresa del vettore aereo e nell’organizzazione logistica dello stesso. Esse non possono in alcun modo essere traslate sul consumatore finale, né esonerano la compagnia dall’obbligo di garantire l’assistenza minima e la dignità del viaggiatore”.
L’Adoc, che ricorda come episodi analoghi si siano già verificati in concomitanza con “piogge nere” dell’Etna, conclude: “Il fallimento totale della gestione logistica e il trattamento degradante fondano il diritto al risarcimento del danno supplementare in quanto l’inadempimento del vettore ha superato ampiamente la soglia della normale tollerabilità contrattuale, essendosi concretizzato in una sofferenza oggettiva e provata dalle specifiche e gravose circostanze ambientali. Tale situazione ha cagionato un obiettivo stato di prostrazione psicofisica che esorbita dal mero e tollerabile fastidio legato al ritardo aereo”.