SICILIA – Si è tenuto alla Camera di commercio di Palermo ed Enna il convegno sulle energie rinnovabili in Sicilia: “Oltre le rinnovabili. Le nuove frontiere dell’energia tra sicurezza, industria e transizione“. Tra gli interventi quello del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che ha affermato la volontà di rendere operativi entro il 2028 i due termovalorizzatori di Palermo e di Catania.
Energie rinnovabili in Sicilia, il nuovo Piano nella gestione dei rifiuti
La volontà di rendere operativi il prima possibile i due termovalorizzatori di Palermo e Catania, nasce dal nuovo Piano nella gestione dei rifiuti che promette di renderli a tutti gli effetti delle risorse da impiegare nel migliore dei modi. Fondamentale è perciò l’impiego dei termovalorizzatori, impianti in grado di smaltire i rifiuti solidi urbani attraverso un processo di combustione ad alta temperatura, recuperando così l’energia termica generata per produrre elettricità o riscaldamento.
Il nuovo Piano, illustrato nel corso dell’intervento da Schifani e approvato nel 2024, ha ottenuto a marzo il via libera dalla Commissione europea: “I rifiuti non sono necessariamente un problema, ma possono diventare una risorsa, se gestiti in modo efficiente. Abbiamo ereditato un sistema che negli anni ha generato costi elevati per la collettività, sia economici che ambientali, dovuti soprattutto all’eccessivo ricorso alle discariche e alla carenza di impianti adeguati. È necessario passare a un modello più moderno, integrato e autosufficiente, fondato su recupero e valorizzazione dei materiali e sulla sostenibilità“.
“Abbiamo già avviato la fase di progettazione – ha aggiunto Schifani, che ricopre il ruolo di commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti – e il prossimo passaggio sarà la pubblicazione dei bandi da parte di Invitalia. Dall’avvio dei lavori, sarà poi necessario circa un anno e mezzo per il completamento delle opere”.
Infatti, entro il 30 aprile, verranno consegnati i progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) dei due impianti. Saranno poi richiesti i pareri e la valutazione di impatto ambientale. Successivamente partiranno le gare pubbliche, con aggiudicazione entro gennaio dell’anno prossimo. I lavori dovrebbero iniziare entro aprile 2027; l’obiettivo finale è di inaugurare nel 2028 i due termovalorizzatori.
Gli obiettivi del piano e il bando per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici
Schifani inoltre, affrontando il tema delle fonti alternative di energia, ha ricordato che il 17 aprile Irfis Fin Sicilia, la finanziaria regionale, pubblicherà un bando da 12 milioni di euro per sostenere l’installazione di impianti fotovoltaici domestici attraverso finanziamenti agevolati a tasso zero. La piattaforma per la presentazione delle domande verrà aperta il 14 luglio.
La “strategia migliore” per tutti i materiali non riciclabili
«Il riciclo è la strategia migliore in assoluto – ha concluso Schifani – ma non tutti i materiali sono recuperabili. Per la componente non riciclabile, la realizzazione dei termovalorizzatori è strategica. Si tratta di impianti moderni ed efficienti, che una volta a regime saranno in grado di gestire circa 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno, riducendo del 90% il volume dell’indifferenziato, e di produrre 50 megawatt di energia. Sono fondamentali per completare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata e del riuso, per ridurre i costi, evitando il trasferimento all’estero, e per rafforzare l’autonomia energetica della Sicilia. Grazie ai termovalorizzatori otterremo energia dai rifiuti, sotto forma di elettricità e di calore, un obiettivo oggi ancora più rilevante alla luce dei recenti scenari internazionali».



