CATANIA – Una donna di 40 anni ha allestito un vero e proprio centro estetico in un’abitazione privata. L’inghippo? Non è un medico. Dalle infiltrazioni di botox a filler dermici: il sedicente medico eseguiva questi trattamenti estetici invasivi nonostante fosse priva di qualsiasi abilitazione.
Secondo quanto ricostruito dai NAS, la donna avrebbe promosso la propria attività anche attraverso i social network, presentandosi come “medico estetico” e pubblicizzando i trattamenti offerti ai clienti. All’interno dell’abitazione i militari hanno rinvenuto numerosi prodotti e dispositivi utilizzati per le procedure estetiche.
I militari hanno sequestrato diverse attrezzature elettromedicali, dispositivi medici, confezioni di farmaci, in parte utilizzate. E ancora, un tariffario, un’agenda contenente le prenotazioni dei clienti e vario materiale utilizzato per l’esecuzione dei trattamenti estetici: tra questi, una lampada impiegata per la realizzazione di contenuti destinati ai social network.
Un aspetto che assume rilievo dal punto di vista normativo riguarda la tossina botulinica, farmaco soggetto a prescrizione medica che può essere conservato e somministrato solo da personale sanitario qualificato e all’interno di strutture autorizzate.
Oltre alla mancanza di titolo professionale, un altro elemento di particolare gravità riguarda proprio il luogo in cui venivano effettuati i trattamenti. Gli interventi estetici, infatti, devono essere eseguiti in strutture sanitarie autorizzate, che rispettino precise norme igienico-sanitarie, garantiscano la corretta conservazione dei farmaci, la sterilizzazione degli strumenti e la gestione dei rifiuti sanitari. Un’abitazione privata, priva di autorizzazioni, non offre alcuna garanzia sotto questi profili e può trasformarsi in un ambiente estremamente rischioso per i pazienti.
Il fenomeno della medicina estetica illegale è alimentato dalla forte domanda di trattamenti estetici e dalla diffusione di offerte a prezzi particolarmente bassi, spesso pubblicizzate sui social. Tuttavia dietro a costi apparentemente vantaggiosi possono nascondersi rischi seri per la salute dei pazienti.