CATANIA – “Stiamo per varare la settimana prossima, forse quella successiva, il primo disegno di legge sui giovani che sarà una specie di testo unico. È la prima volta nella storia della Repubblica”. Con queste parole, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha annunciato una svolta epocale nel corso degli Stati Generali delle Politiche Giovanili, in programma oggi e domani a Catania.
Un testo ambizioso, frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni centrali e regionali, che punta a offrire ai giovani strumenti reali e concreti.
“Questo – ha aggiunto Abodi – non risolve il problema, ma è una testimonianza di volontà di semplificare e di mettere a disposizione strumenti di varia natura: dal Servizio civile universale, con la sua possibilità dei concorsi pubblici con un quindici percento di riserva dei posti disponibili per chi lo ha fatto, col Progetto rete insieme ad Invitalia per la formazione, la qualificazione, l’incontro con le imprese, le esperienze per diciotto mesi per i ragazzi sono già trentacinquemila in Italia e la Sicilia ha un suo presidio”.
Il ministro ha posto l’accento sugli Spazi civici di comunità, pensati per offrire opportunità di reinserimento a chi si trova in condizioni di fragilità “che incidono sugli aspetti più fragili della gioventù che ha bisogno appunto di, magari attraverso lo sport gratuito, di avere uno spettro di opportunità di sbocco, soprattutto quelli che si sono arresi, quelli che vengono chiamati freddamente ‘init’ e sono molto di più di un acronimo, sono vita che deve riprendere con una sua normalità”.
Abodi ha anche ribadito l’importanza della collaborazione istituzionale “la collaborazione con le Regioni sia altrettanto fondamentale, perché le politiche giovanili sono una materia concorrente e insieme concorriamo al raggiungimento degli obiettivi”.
Al centro dell’intervento anche il potenziamento della Carta Giovani Nazionale, già utilizzata da 3,5 milioni di ragazzi tra i 18 e i 35 anni “E oltre a usarla per la quotidianità noi la stiamo usando per offrire opportunità, far sapere quali sono i bandi pubblici, le opportunità e loro ci possono far sapere, lo abbiamo già fatto con un primo riscontro, con un primo sondaggio, quali sono le loro preoccupazioni”.
Un confronto diretto che ha già dato i primi frutti “Abbiamo raccolto – ha rivelato Abodi – 40 mila testimonianze, diciamo così, che stiamo cercando di lavorare in modo tale che ci possano orientare nella definizione degli strumenti che non riguardano soltanto il ministero che mi è stato affidato ma tutti i ministeri perché le politiche giovanili sono trasversali”.