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20.05.2026

La trappola del tempo viaggio attraverso lo sguardo di un surrealista

di Redazione | 2 min di lettura
La trappola del tempo viaggio attraverso lo sguardo di un surrealista

“Non ho tempo”. Quante volte questa frase sfugge dalle nostre labbra, come un mantra moderno, mentre corriamo tra impegni e scadenze? Ma cosa significa davvero non avere tempo? 

Il surrealista Salvador Dalì cattura questa inquietudine meglio di chiunque altro nel suo celebre quadro “La persistenza della memoria” del 1931: orologi molli che si sciolgono su un paesaggio irreale, simbolo di un tempo che si distrugge, che perde di senso, che varia a seconda dei nostri stati d’animo. Osservando quel quadro, ci accorgiamo di quanto spesso la nostra vita sembri seguire lo stesso ritmo: tutti presi da mille impegni, da una giornata che scivola senza che ce ne accorgiamo, ripetendo senza riflettere: ”Non ho tempo”. 

Tuttavia, il tempo, come ci mostra Dalì, non è lineare e immutabile; il messaggio è chiaro: il tempo non è solo ciò che misuriamo, ma ciò che percepiamo. La nostra vita non dovrebbe essere una corsa contro un orologio immaginario, ma un dialogo con ogni attimo che ci viene dato. Ogni momento che viviamo può sembrare infinito o sfuggente,  a seconda di come lo guardiamo. Proprio come quegli orologi appoggiati sugli oggetti del quadro, i nostri giorni si piegano, si deformano, e spesso ci troviamo travolti dalla fretta  senza riuscire a goderne davvero.  

La soluzione a questo punto è semplice e potente allo stesso tempo: concederci almeno qualche minuto al giorno per fermarci. Dovremmo iniziare a riappropriarci del nostro presente, smettendo di vivere perennemente proiettati o nel passato o nel futuro, dovremmo essere più consapevoli degli attimi che perdiamo, di tutto quello che potremmo vivere se solo fossimo più attenti e rallentare le giornate. Dobbiamo renderci conto del fatto che il vero lusso moderno non consiste nell’avere più tempo, ma saper abitare quello che abbiamo. Sfruttare tutto ciò che ci viene dato adesso, non domani, non in futuro.

Allora perché non iniziare da subito? Anche pochi minuti possono trasformare una giornata che sembrava troppo breve in un tempo finalmente nostro. Perché, come ci insegna Dalì, il tempo esiste davvero solo nella misura in cui lo viviamo.

Carla Maria Privitera 4A classico – IIS Concetto Marchesi – Mascalucia (CT)

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