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10.03.2025

La distanza oltre lo schermo: le relazioni interpersonali al tempo della rete

di Redazione | 2 min di lettura
La distanza oltre lo schermo: le relazioni interpersonali al tempo della rete

All’interno della società odierna è possibile accorgersi di come vi sia un calo delle emozioni espresse in maniera reciproca.

Molti attribuirebbero questa “crisi” sociale nelle relazioni interpersonali dei giovani, all’avvento della rete internet e dei moderni telefoni cellulari, spesso definiti strumenti che ostacolano la creazione e lo sviluppo di rapporti reali tra persone.

Evitando le interazioni della vita reale, i social media, che dovrebbero aiutare a favorire e creare l’interazione nella vita reale, vengono utilizzati in maniera scorretta rispetto al loro scopo originale, portando così a quello che è un grande paradosso dell’era digitale, ovvero un perenne senso di solitudine, nonostante l’essere connessi sui social.

Ma a chi si può attribuire la colpa? Lo scopo originario dei social media, era quello di aiutare utenti di tutto il mondo a connettersi tra loro per scoprire interessi o amicizie in comune, così da poter coltivare rapporti e conoscenze nella vita reale; lo stesso “Facebook” di Mark Zuckemberg, nacque originariamente come piattaforma di connessione tra gli studenti del suo college, Harvard. 

Molti utilizzano in realtà le piattaforme come “vetrina digitale” per creare una maschera da mostrare ad amici e conoscenti in cui è possibile fare vedere unicamente ciò che si desidera della propria vita creando quindi un vero e proprio alter ego di sé stessi, che non è altro che uno specchio di ciò che vorremmo essere, spesso ritoccato con filtri.

La colpa quindi sarebbe da attribuire alla nostra società che spesso utilizza gli strumenti forniti cercando di ingannare gli altri e quindi creando una vera e propria competizione, spesso al miglior fisico o al portafoglio più prosperoso, alimentando quindi l’invidia reciproca e allontanando tra di loro gli utenti nella vita reale.

Tuttavia è importante ricordare che i social media attraverso il giusto equilibrio possono comunque essere utilizzati per il loro scopo originario, creando quindi comunità basate su interessi comuni e ritrovando vecchi amici con cui le strade si sono divise, tocca quindi mettersi in gioco e riconoscere i loro limiti in quanto piattaforma e non come realtà tangibile, mantenendo quindi una visione completa del nostro mondo e rapporti interpersonali solidi nella realtà circostante, riscoprendo i piccoli gesti che si sono andati perdendo, il tempo condiviso e la presenza fisica, che dopotutto sono la base per le nostre interazioni sociali per tutte le generazioni e che nessun dispositivo potrà mai sostituire.

 

Alessio Fiorito 2^AC – IIS CONCETTO MARCHESI – MASCALUCIA (CT)

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