"È la conferma sul campo di quanto i servizi vicini alle persone facciano la differenza", sottolinea la presidente di Asnas Elena Nichetti
In Sicilia circa il 15% dei bambini non risulterebbe vaccinato, rimanendo così maggiormente esposto alle forme gravi della malattia in caso di contagio. A evidenziarlo è Asnas, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi territoriali e il rapporto diretto con le famiglie.
“È la conferma sul campo di quanto i servizi vicini alle persone facciano la differenza”, sottolinea la presidente di Asnas Elena Nichetti.
Secondo l’associazione, il ricorso alle sanzioni può rappresentare uno strumento legittimo, ma non sarebbe sufficiente per aumentare da solo l’adesione alle vaccinazioni.
“Le sanzioni possono essere strumenti legittimi, ma da sole rischiano di irrigidire le posizioni delle famiglie già sfiduciate”, osserva Asnas.
La strada indicata passa invece attraverso un investimento stabile sugli Assistenti sanitari, puntando su attività di counselling, chiamata attiva e ascolto dei genitori.
Per l’associazione, infatti, conoscere il numero dei bambini non vaccinati rappresenta soltanto il primo passaggio. Occorre poi riuscire a raggiungere concretamente le famiglie e accompagnarle nel percorso.
“Un dato serve solo se qualcuno può trasformarlo in un contatto e in un percorso di recupero”, afferma il presidente di Asnas Sicilia, Luigi Vitale.
L’associazione chiede infine che le strategie vaccinali vengano calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori, evitando interventi identici in contesti con necessità e criticità differenti.