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28.07.2017

Succede a Trapani e provincia: 28 luglio MATTINA

di Redazione
Succede a Trapani e provincia: 28 luglio MATTINA

TRAPANI – Ecco le operazioni condotte dai carabinieri a Trapani e provincia:

  • I carabinieri di Alcamo hanno arrestato Emanuele Trupiano, 24 anni, alcamese. I militari, hanno notato un fitto via vai di persone, soprattutto giovani, che si aggiravano vicino casa del giovane. Insospettiti da ciò, hanno deciso di intervenire e, dopo aver bussato a casa, hanno inziato la perquisizione. Nascoste in cucina i militari hanno ritrovato 47 confezioni di marijuana, denaro contante e un bilancino di precisione. Il ragazzo, già detenuto agli arresti domiciliari per altri motivi, è stato quindi denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio e segnalato al Tribunale di Sorveglianza che aveva concesso al giovane il beneficio della misura alternativa della detenzione domiciliare. Una volta letta l’informativa dei carabinieri di Alcamo, ha ordinato l’immediata carcerazione di Trupiano che, prelevato nel primo pomeriggio da casa sua, è stato condotto nel carcere di Trapani. 
    Emanuele Trupiano, 24 anni

    Emanuele Trupiano, 24 anni

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  • I carabinieri di Erice e di Trapani hanno arrestato Francesco Paolo D’Amico, 21 anni, di origine toscana, ma residente a Trapani, e Domenico Mauro, 30 anni, trapanese (in basso da sinistra a destra), entrambi già noti alle forze dell’ordine, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare, in carcere per il primo e ai domiciliari per l’altro, emessa dal Gip del Tribunale di Trapani su richiesta del pubblico ministero titolare delle indagini. I militari, nel corso di un’articolata attività investigativa, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dei due. Mauro è ritenuto responsabile di tre furti in abitazione commessi tra maggio e luglio 2015, rispettivamente a Erice Vetta, nella frazione ericina di Pizzolungo e a Buseto Palizzolo. In uno dei due episodi è coinvolto anche D’Amico Francesco Paolo, insieme a un terzo indagato, denunciato a piede libero. Gli inquirenti stanno anche valutando il loro coinvolgimento in altri eventi delittuosi commessi nell’estate del 2015. Oltre alle testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti, a inchiodare i due sono state alcune tracce ritrovate dai carabinieri sui luoghi dei delitti e analizzate dal Ris di Messina. I risultati degli esami di laboratorio hanno permesso di risalire, senza ombra di dubbio, all’identità dei due. Come si ricorda, due anni fa, gli episodi di furti in abitazione a Erice Vetta, seppur limitati, avevano messo in allarme nella piccola comunità del borgo. La paziente e meticolosa opera dei militari ha però consentito di risalire ai presunti autori di alcuni di quelli episodi.

       

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