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12.05.2020

Il boss Vito D’Angelo “perde il pelo ma non il vizio” e ritorna in carcere

di Redazione
Il boss Vito D’Angelo “perde il pelo ma non il vizio” e ritorna in carcere

FAVIGNANA – Nella giornata di ieri, i carabinieri della Stazione di Favignana (TP) hanno arrestato per l’ennesima volta Vito D’angelo, di 72 anni, accusato di associazione di tipo mafioso, in esecuzione ad un ordinanza di aggravamento emessa dalla Sezione Penale del Tribunale di Trapani, con la quale è stata sostituita la misura cautelare personale degli arresti domiciliari in atto applicata con quella della custodia cautelare in carcere.

Quest’ultimo, era stato arrestato lo scorso 5 marzo durante l’operazione antimafia denominata Scrigno condotta dal Nucleo Investigativo di Trapani, nel corso della quale, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica . DDA, sono state arrestate 25 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio e altro, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

In questo contesto, D’angelo era ritenuto il vertice di un’articolazione operativa di Cosa Nostra sull’isola di Favignana, acclarata, per la prima volta, proprio nel corso delle indagini che hanno condotto all’operazione Scrigno.

Dopo alcuni mesi di detenzione presso il carcere Pagliarelli di Palermo, D’Angelo era stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari poiché le precarie condizioni di salute dello stesso, erano ritenute incompatibili con il regime carcerario.

Il 9 ottobre scorso però è stato  condotto in carcere per aver violato da subito le prescrizioni relative ai divieti di comunicazioni con persone non autorizzate, incontrando più volte soggetti che, a loro volta, mantenevano i contatti addirittura con co-indagati nel suo stesso procedimento penale.

A seguito dell’emergenza che da mesi ha colpito il nostro paese, Vito Dangelo fa parte dei “boss” messi ai domiciliari per motivi di salute e per il rischio di contagio da Covid-19 in carcere. Ma come la volta precedente non appena tornato a casa iniziava il via vai di persone dalla sua abitazione.

Grazie agli assidui controlli approfonditi messi in atto dai militari della Stazione carabinieri di Favignana il soggetto è stato segnalato più volte in compagnia di persone non autorizzate a frequentarlo, per tale motivo è scaturito l’ennesimo provvedimento restrittivo nei suoi confronti e, a seguito della traduzione a bordo della Motovedetta 811 Pignatelli, è stato associato trasferito presso il carcere Pietro Cerulli di Trapani come disposto dall’autorità giudiziaria.