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05.09.2026

Carcere di Trapani, ispettore aggredito e ustionato con olio bollente

di Redazione | 2 min di lettura

Le parole del CNPP

Carcere di Trapani, ispettore aggredito e ustionato con olio bollente
Indice

“Non sapevamo che tra le nuove attività trattamentali e rieducative per i detenuti del carcere “Pietro Cerulli” di Trapani fosse stato inserito un corso di frittura acrobatica“. Ad affermarlo in una nota il CNPP, che esprime vicinanza verso l’ispettore aggredito all’istituto penitenziario.

Ispettore ustionato al carcere di Trapani

“Purtroppo, l’esame pratico si è tenuto ieri nel reparto “Mediterraneo”, e a fare le spese della
“creatività” culinaria di un ristretto è stato un nostro ispettore, centrato in pieno volto da una
secchiata di olio bollente lanciata dall’alto”.

“Il CNPP esprime la più totale, fraterna e rabbiosa solidarietà al collega ferito, a cui i medici hanno
riscontrato gravi ustioni con una prognosi di 15 giorni“.

“A lui va il nostro augurio di una pronta guarigione, sperando che la pelle guarisca in fretta, a differenza della cecità di chi gestisce l’Amministrazione Penitenziaria”.

Le parole del CNPP

“Se non ci fosse da piangere per un servitore dello Stato finito all’ospedale, ci sarebbe da ridere. Ci
chiediamo, infatti, con quale coraggio si continui a parlare di “carceri umane” e “modelli custodiali
aperti
“, quando gli istituti di pena si sono trasformati in zone franche dove il personale rischia la
vita non solo per le aggressioni fisiche tradizionali, ma ora anche per agguati degni del Medioevo”.

“Manca solo che dai ballatoi inizino a lanciare pece greca o a usare le catapulte. L’olio bollente, di
solito, si usa per le patatine o per i bomboloni. A Trapani è diventato un’arma da guerra“.

“E l’Amministrazione che fa? Guarda, valuta, esprime vicinanza e, probabilmente, sta già pensando
di dotare i poliziotti penitenziari di scudi termici, grembiuli da cucina rinforzati in kevlar e guanti
da forno ministeriali
a norma di legge”.

“La verità – conclude – è che la situazione è fuori controllo e la pazienza del personale è finita, evaporata come l’acqua nella pentola del detenuto chef. Non possiamo più tollerare che la sicurezza di chi lavora valga meno di zero.

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