CATANIA – È sulla bocca dei cittadini catanesi da circa un anno, ma dopo tante chiacchiere tra qualche giorno lo vedremo nella sua veste definitiva. Nei primi giorni del prossimo mese, infatti, vedrà la luce il Nodo Gioeni, arteria viaria che comprenderà lo slargo nel quale termina via Etnea, conosciuto appunto come Tondo Gioeni, un breve tratto della circonvallazione di Catania e alcune strade limitrofe un po’ più a sud di essa. A quasi cinque anni dall’abbattimento del famigerato ponte, decisione sempre al centro di polemiche a causa del forte traffico che si viene a creare ogni giorno, i lavori comprendono due step, affidati a due imprese diverse.
Il primo è il rifacimento della facciata nella parte nord del grande snodo, con una nuova terrazza, un giardino verticale e l’installazione di due fontane, insieme a un sistema di canalizzazione dell’acqua piovana. Il secondo è, invece, l’apertura della bretella che collegherà la via Roberto Giuffrida Castorina, in zona Vulcania, con la via dei Salesiani, snellendo così la circolazione veicolare su viale Odorico da Pordenone. Per scoprire meglio le caratteristiche di questa nuova opera abbiamo fatto un sopralluogo, in compagnia del presidente della III municipalità, Salvo Rapisarda, che ci ha mostrato anche alcuni dettagli.
Per quanto riguarda il Tondo Gioeni si sta completando la rifinitura, mentre la rimozione definitiva delle transenne e il conseguente riallargo della carreggiata in direzione ovest sono previsti entro la prima metà di maggio. Il presidente Rapisarda afferma: “La nuova terrazza permetterà una veduta bellissima su Catania, mentre sotto ci saranno due vasche, di cui una lunga 8 metri e l’altra un po’ più piccola. La gente al momento ha più interesse alla viabilità e la bellezza artistica di quest’opera sarà apprezzata nel tempo, Con il sistema di canalizzazione, in caso di evento piovoso scenderà molta meno acqua in via Etnea”.
Discorso più complesso invece per quanto riguarda il proseguimento di via Castorina verso la via dei Salesiani. L’opera si avvia anch’essa alla conclusione, con gli impianti di illuminazione già completati e con i marciapiedi quasi interamente fatti, ma con qualche piccola novità. Come si può vedere dalle immagini, nella parte adiacente a piazza Aldo Moro, il terrapieno centrale non è stato del tutto demolito, mentre nel lato nord è stato realizzato un muro di contenimento in bianco per prevenire forti danni in caso di evento franoso. La strada, progettata col doppio senso di marcia, sarà abbastanza stretta e quindi solo un lato di essa potrà essere adibito a parcheggio.
[envira-gallery id=”317652″]
Proprio quest’ultimo elemento condiziona non poco il proseguimento dell’opera fino a via dei Salesiani, in quanto lì è presente una sala bingo, che nelle ore pomeridiane e serali è presa d’assalto da molte persone che con le loro auto invadono l’intera area prospiciente l’istituto salesiano. Tutto ciò implicherà, una volta che sarà aperta la strada, la presenza costante dei vigili urbani sul posto per regolare il parcheggio e il passaggio dei mezzi. Oltre a ciò è presente anche un forte restringimento della carreggiata nella curva prima dello sbocco in via dei Salesiani, che se non affrontato bene prima della fine dei lavori, causerà non pochi problemi.
“La strada sarà molto stretta – prosegue Rapisarda – e dobbiamo vedere se un lato di essa si può adibire a parcheggio. Manca ancora un marciapiede nella parte finale verso Vulcania e in via dei Salesiani, con il parcheggio a schiera e il restringimento nell’ultima parte ci sarà un imbuto con una probabilità molto alta di incidenti. Mancano una ventina di giorni prima dell’inaugurazione e queste cose devono essere studiate bene. Il Comune sta cercando di acquistare una piccola porzione del condominio adiacente per allargare la carreggiata, ma ciò avverrà se tutto va bene qualche mese dopo l’apertura della strada, che sarà con ogni probabilità il 7 maggio e che proprio in questo tratto deve essere ben asfaltata”.
Le problematiche relative allo spazio per il parcheggio, infine, sono anche nell’imbocco per via Vincenzo Giuffrida. “Se la strada dovrà essere molto trafficata – conclude Rapisarda – si deve guardare tutto a 360 gradi, altrimenti il rischio incidenti è molto alto. Questa bretella secondo me snellirà del 10 % il traffico in circonvallazione, ma è già qualcosa”.



