TRAPANI- Il mercato nero di reperti archeologici è uno di tanti interessi della mafia trapanese, ha spiegato il pentito Concetto Mariano. Il collaboratore di giustizia ha raccontato che aveva ricevuto dai vertici della cosca trapanese l’ordine di trafugare il Satiro danzante, reperto conservato a Mazara del Vallo (TP).
Sembra che a commissionare il furto sia stato Matteo Messina Denaro, che avrebbe voluto venderlo “attraverso sperimentati canali svizzeri‘. Il Satiro è una statua in bronzo, prodotto dell’arte ellenica, ritrovata nel Canale di Sicilia nel luglio del 1997 da un peschereccio denominato “Capitan Ciccio“.
L’equipaggio inizialmente trovò solo una gamba, poi, nella notte fra il 4 e il 5 marzo 1998 ha ritrovato la gran parte del resto della scultura, perdendo nel recupero un braccio. Dopo il ritrovamento si è proceduto al restauro e all’esposizione al museo.
Il pentito ha continuato dichiarando che gli fu detto che qualcuno poteva dargli le chiavi della stanza dov’era custodita la statua e che poi il colpo non andò a segno perché qualche giorno prima della rapina erano state rafforzate le misure di sicurezza. Il collaboratore ha concluso spiegando che se il furto fosse riuscito la statua sarebbe andata oltre confine.
Secondo altri pentiti, ci sarebbe il super boss dietro il furto della statuetta Efebo di Selinunte, negli anni settanta.



