Tra il voto per il Colle e il rumore dei nemici, Musumeci da Roma medita sul futuro

Tra il voto per il Colle e il rumore dei nemici, Musumeci da Roma medita sul futuro

SICILIA –Time out“, come dicono gli inglesi. La “pausa” legata alla convocazione per l’elezione del nuovo Capo dello Stato concede al presidente della Regione Siciliana di mettere da parte – almeno per il momento – le difficoltà che stanno mettendo a dura prova la tenuta del Governo regionale.

Tutto rinviato al termine del “conclave laico” di Montecitorio, quando il governatore farà rientro in Sicilia. Fino ad allora rimarranno congelate le discussioni con gli altri alleati, così come le nomine dei nuovi assessori che faranno parte della rinnovata Giunta a seguito dell’annunciato repulisti.


Bisogna capire con chi devo compiere gli ultimi dieci mesi di cammino della legislatura“, ha ribadito Musumeci ai cronisti a margine dell’incontro di metà settimana al PalaRegione incentrato sul nuovo progetto di gestione degli aeroporti della Sicilia.

Le interlocuzioni con i partiti

Nelle scorse ore il presidente siciliano ha incontrato i segretari di Fratelli d’Italia nell’Isola e, ancor prima, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e il leader di Cantiere Popolare, Saverio Romano.

Ma anche durante il soggiorno nella Capitale, tuttavia, Musumeci non potrà non riflettere sulle scelte da adottare. Il prossimo incontro, secondo l’agenda del presidente, sarà quello con la Lega, rappresentata da Nino Minardo. E non è escluso che il colloquio possa avvenire proprio all’ombra del cupolone.

Il “rumore dei nemici”

Sullo sfondo, intanto, restano le richieste dei partiti di opposizione che sollecitano Musumeci a presentarsi al più presto in aula per discutere delle difficoltà riscontrate dalla maggioranza.

Durante la votazione della legge sull’esercizio provvisorio il governatore siciliano aveva dato forfait, mandando su tutte le furie gli esponenti di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Stop alla legge sui Forestali?

Intanto, sempre da Roma, arriva l’impugnativa del Consiglio dei ministri al decreto legge sui Forestali. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, infatti, le disposizioni della Regione Siciliana violerebbero l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione.

Il ddl aveva concesso il via libera all’assunzione di 46 lavoratori forestali. Da comprendere, adesso, se la decisione del Cdm porterà delle conseguenze al recente bando pubblicato dalla Regione.

Un’altra grana che dovrà necessariamente essere affrontata appena l’Ars tornerà a riunirsi.