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31.10.2025

Noto, non aveva protetto la figlia dagli abusi per paura: assolta la giovane madre

di Redazione
Noto, non aveva protetto la figlia dagli abusi per paura: assolta la giovane madre
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NOTO – È stata assolta perché il fatto non sussiste la 26enne di Noto che in primo grado era stata condannata a sei anni di reclusione e alla perdita della potestà genitoriale per non aver protetto la figlia dagli abusi del compagno.

La Corte d’appello di Messina, su richiesta della Procura generale di Catania, ha accolto la richiesta di revisione del processo, riconoscendo che la donna non aveva denunciato per paura di ritorsioni e per timore di perdere la bambina.

Anni di violenze e terrore

La vicenda si è svolta a Noto, nel Siracusano. L’11 novembre 2020 la donna, dopo anni di maltrattamenti e minacce, riuscì finalmente a fuggire di casa e a recarsi al pronto soccorso per farsi medicare le ferite al polso e alla schiena.

Secondo gli inquirenti, l’ex compagno, un uomo di 47 anni, l’avrebbe picchiata più volte, costringendola a vivere in una condizione di sottomissione totale, impedendole di vedere i parenti e sequestrandole persino il telefono.

Gli abusi sulla figlia e la paura di denunciare

Le indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, portarono alla luce anche ripetuti abusi commessi dall’uomo sulla figlia piccola.

Un quadro aggravato dal fatto che l’uomo era già stato condannato per pedofilia per aver abusato della figlia avuta da una precedente relazione.

La giovane madre, pur consapevole degli abusi, non aveva denunciato subito per paura delle ritorsioni e del rischio di perdere la custodia della bambina, che infatti le fu poi sottratta.

La svolta nel processo di revisione

Nel processo originario, il tribunale di Siracusa aveva condannato l’uomo a dieci anni e otto mesi di reclusione e la donna a sei anni. La sentenza era diventata definitiva nel novembre 2023.

Ma la Procura generale di Catania, dopo aver riesaminato gli atti, ha chiesto la revisione del processo solo per la madre, ritenendo che non potesse essere punita per un comportamento dettato dalla paura e dalla soggezione psicologica.

Il 7 maggio scorso la richiesta è stata accolta e oggi i giudici di Messina hanno prosciolto la donna.

Una nuova possibilità di vita

Dopo la sentenza, la giovane è tornata libera e potrà riabbracciare la figlia. Si attendono ora le motivazioni della Corte, che chiariranno nel dettaglio le valutazioni alla base della decisione.

Un epilogo che restituisce alla donna, dopo anni di violenze e sofferenze, una nuova possibilità di rinascita.

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