L'intervento si inserisce all'interno del programma finalizzato al controllo di diverse attività balneari, turistiche e ricettive con particolare attenzione alla tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico
Un controllo sul territorio, eseguito dai militari della guardia di finanza di Noto, ha permesso di rinvenire nella giornata di Ferragosto un’area adibita a parcheggio a pagamento. L’attività, sottoposta ad un sequestro preventivo d’urgenza, si trovava in località Calamosche, all’interno del territorio appartenente alla riserva naturale orientata di Vendicari.
Secondo quanto emerso la vasta area, costituita da oltre 100 mila metri quadri e luogo di proprietà della Rete Natura 2000 oggetto di vincoli paesaggistici ed ambientali, fungeva da superficie di sosta per autoveicoli. Nello specifico la somma richiesa, di 5 euro per veicolo, risultava venir riscossa senza alcuna emissione di documento commerciale.
Durante il controllo poi, effettuato sul fondo compattato e privo di qualsiasi copertura vegetale, le autorità hanno avuto modo di confermare la presenza di circa 120 veicoli in sosta. L’intero complesso, infatti, è risultato oggetto di svariate trasformazioni nonostante l’appartenenza all’area protetta della Riserva.
Ulteriori accertamenti hanno quindi permesso di riscontrare come l’attività, svolta senza alcuna autorizzazione paesagistica, andava avanti nonostante mancassero i titoli abilitativi edilizi e commerciali. Ciò ha poi portato le autorità a mettere in atto un sequestro preventivo d’urgenza, insieme a circa 600 euro in contanti, nella giornata stessa del controllo.
Sulla base degli indizi scoperti, infine, il soggetto responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria che, negli scorsi giorni, ha proseguito con la convalida del sequestro d’urgenza svolto dai finanzieri. A venir citato, infatti, il reato di deterioramento e deturpamento di beni paesaggistici, per violazioni edilizie, per illecita esecuzione di interventi su area vincolata in assenza di autorizzazione e per violazione della disciplina sulle aree naturali protette.
Tuttavia nei confronti dell’indagato, in ossequio con i principi costituzionali, vige tutt’ora la presunzione d’innocenza, valevole da ora fino a condanna definitiva.