L'intervento del governatore siciliano a margine di un convegno tenutosi a Palazzo Steri, a Palermo
“La maggioranza in Sicilia c’è, credo che ci sia. Tutto è dovuto anche secondo me al momento pre-elettorale che ha determinato alcune assenze da un lato e alcune tensioni interne per divisioni sul territorio”: così si è espresso il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a un convegno tenutosi a Palazzo Steri a Palermo, analizzando le recenti fibrillazioni politiche interne all’esecutivo.
Il governatore non nasconde il momento delicato ma si dice fiducioso sulla stabilità dell’alleanza, anticipando l’intenzione di voler testare e blindare la tenuta della coalizione subito dopo la tornata elettorale, un passaggio considerato tanto fisiologico quanto obbligato.
Una coesione necessaria, come ha ricordato lo stesso presidente, perché i prossimi mesi saranno decisivi dal punto di vista economico: “Ci attendono appuntamenti importanti come la variazione di bilancio di luglio e una possente manovra finanziaria di fine anno“.
Proprio per far fronte a queste scadenze cruciali, Schifani ha richiamato i suoi alla massima responsabilità, sottolineando come la stabilità sia l’unico modo per dare risposte concrete alla cittadinanza, soprattutto alla luce delle importanti risorse recuperate dall’esecutivo.
“Ed è evidente che non possiamo che presentarci in maniera coesa anche perché i siciliani si attendono che l’avanzo di amministrazione di 5 miliardi dei quali la regione gode grazie all’azione di risanamento che il sottoscritto, con il proprio governo ha posto in essere, vengano utilizzati negli interessi comuni dei cittadini: miglioramento dei servizi, miglioramento della quota della vita”.
Il presidente ha poi voluto rivendicare il nuovo peso specifico e il cambio di passo dell’Isola, rimarcando con fierezza che “questa Sicilia non è più la Cenerentola d’Italia“. L’attenzione si è infine spostata sulle nuove generazioni e sulle strategie per contrastare lo spopolamento, a partire dalle leggi come lo South Working “che offrono a ragazzi e ragazze di Sicilia di tornare a lavorare nella loro terra“.
Ma il piano del governo regionale guarda anche a un sostegno più ampio per le famiglie e i lavoratori: “Stiamo mettendo a punto altre misure per l’acquisto della prima casa, per implementare il credito, per sostenere i trasporti e contrastare il caro carburante“.
L’intervento si è poi concluso con un messaggio accorato e diretto a chi sta pensando di fare le valigie: “Dobbiamo convincere i giovani siciliani che vivere qui è possibile per costruire un’isola migliore, a loro dico di avere fiducia nella Sicilia e di restare”.