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14.05.2026

Schifani serra i ranghi: “La Sicilia non è la cenerentola d’Italia”

di Redazione | 2 min di lettura

L'intervento del governatore siciliano a margine di un convegno tenutosi a Palazzo Steri, a Palermo

Schifani serra i ranghi: “La Sicilia non è la cenerentola d’Italia”
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La maggioranza in Sicilia c’è, credo che ci sia. Tutto è dovuto anche secondo me al momento pre-elettorale che ha determinato alcune assenze da un lato e alcune tensioni interne per divisioni sul territorio”: così si è espresso il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a un convegno tenutosi a Palazzo Steri a Palermo, analizzando le recenti fibrillazioni politiche interne all’esecutivo.

Il presidente Schifani fiducioso sull’alleanza in Sicilia

Il governatore non nasconde il momento delicato ma si dice fiducioso sulla stabilità dell’alleanza, anticipando l’intenzione di voler testare e blindare la tenuta della coalizione subito dopo la tornata elettorale, un passaggio considerato tanto fisiologico quanto obbligato.

Una coesione necessaria, come ha ricordato lo stesso presidente, perché i prossimi mesi saranno decisivi dal punto di vista economico: “Ci attendono appuntamenti importanti come la variazione di bilancio di luglio e una possente manovra finanziaria di fine anno“.

Un tesoretto da 5 miliardi per il rilancio

Proprio per far fronte a queste scadenze cruciali, Schifani ha richiamato i suoi alla massima responsabilità, sottolineando come la stabilità sia l’unico modo per dare risposte concrete alla cittadinanza, soprattutto alla luce delle importanti risorse recuperate dall’esecutivo.

“Ed è evidente che non possiamo che presentarci in maniera coesa anche perché i siciliani si attendono che l’avanzo di amministrazione di 5 miliardi dei quali la regione gode grazie all’azione di risanamento che il sottoscritto, con il proprio governo ha posto in essere, vengano utilizzati negli interessi comuni dei cittadini: miglioramento dei servizi, miglioramento della quota della vita”.

L’appello per fermare la fuga dei cervelli

Il presidente ha poi voluto rivendicare il nuovo peso specifico e il cambio di passo dell’Isola, rimarcando con fierezza che “questa Sicilia non è più la Cenerentola d’Italia“. L’attenzione si è infine spostata sulle nuove generazioni e sulle strategie per contrastare lo spopolamento, a partire dalle leggi come lo South Working “che offrono a ragazzi e ragazze di Sicilia di tornare a lavorare nella loro terra“.

Ma il piano del governo regionale guarda anche a un sostegno più ampio per le famiglie e i lavoratori: “Stiamo mettendo a punto altre misure per l’acquisto della prima casa, per implementare il credito, per sostenere i trasporti e contrastare il caro carburante“.

L’intervento si è poi concluso con un messaggio accorato e diretto a chi sta pensando di fare le valigie: “Dobbiamo convincere i giovani siciliani che vivere qui è possibile per costruire un’isola migliore, a loro dico di avere fiducia nella Sicilia e di restare”.

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