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15.06.2019

Strattoni, schiaffi e urla ai bimbi: VIDEO della maestra del “terrore”

di Redazione
Strattoni, schiaffi e urla ai bimbi: VIDEO della maestra del “terrore”

RAGUSA – Si stava preparando per andare a scuola come ogni mattina la maestra che oggi, di buonora, ha aperto ai carabinieri di Ragusa Ibla. La sua espressione tra l’incredulo e il sospetto non lasciava trapelare alcuna preoccupazione fino a quando non le è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare che il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa nella giornata di ieri ha emesso nei suoi confronti.

Le viene contestato il reato di maltrattamenti aggravati perché commessi nei confronti di minori all’interno di un istituto scolastico, ancor più gravi, se si può dare una misura ai fatti, poiché i bambini dell’asilo nido in cui la maestra presta servizio hanno al massimo 3 anni.

Precise le contestazioni del GIP che fa riferimento a sette episodi, i più gravi, tra quelli videoripresi e intercettati, nel mese di maggio scorso, all’interno dell’asilo dai carabinieri di Ragusa Ibla. La maestra che strattona i bambini, che li blocca per imboccarli e che tira loro degli schiaffi per far sì che obbediscano ai suoi comandi, ovviamente “gridati”.

Gli episodi riguardano in particolare 3 bambini, ma ad assistere ai maltrattamenti erano tutti i piccoli frequentatori che restavano basiti e attoniti per le grida della maestra e gli schiaffoni agli altri.

L’attività di indagine è partita dalla denuncia della madre di una bambina che vedeva la figlia avere dei comportamenti strani e affermare che la maestra fosse “cattiva”. I militari, raccolta la richiesta della giovane madre di fare chiarezza su quanto stesse accadendo tra le mura dell’asilo, per non inficiare l’attività di ricerca delle prove, hanno agito con molta discrezione e riservatezza iniziando immediatamente l’attività tecnica che ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti della maestra.

La donna, 56enne ragusana, è incensurata ed è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

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