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21.07.2026

Smantellata organizzazione specializzata nel furto e riciclaggio di auto: cinque arresti tra Siracusa, Augusta, Ragusa e Francofonte

di Redazione | 2 min di lettura

Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Noto. Scoperta un'officina clandestina con sofisticati strumenti per clonare chiavi elettroniche, centraline e targhe. L'indagine ha ricostruito un'organizzazione attiva in tutta la Sicilia orientale.

Smantellata organizzazione specializzata nel furto e riciclaggio di auto: cinque arresti tra Siracusa, Augusta, Ragusa e Francofonte
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Colpo dei Carabinieri contro un’organizzazione criminale specializzata nel furto, nella ricettazione e nel riciclaggio di autovetture. I militari della Compagnia di Noto, con il supporto dei colleghi delle Compagnie di Augusta e Ragusa, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Siracusa nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata ai furti aggravati di autovetture, ricettazione, riciclaggio e falsità in atti. Altri due indagati sono stati denunciati in stato di libertà.

L’indagine partita dalle denunce delle vittime

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, ha preso avvio dalle denunce presentate alla Stazione Carabinieri di Buccheri da alcuni cittadini che avevano subito il furto delle proprie automobili.

Le indagini, sviluppate tra ottobre 2025 e febbraio 2026, hanno permesso ai militari, attraverso una meticolosa analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, di risalire all’identità dei sette indagati, successivamente sottoposti a perquisizione domiciliare nel gennaio 2026.

Scoperta un’officina clandestina nascosta dietro la camera del figlio minore

Uno degli elementi più significativi emersi durante le perquisizioni è stato il ritrovamento, nell’abitazione di un 44enne di Francofonte, di una vera e propria officina clandestina, raggiungibile attraverso un passaggio ricavato nella camera del figlio minore.

Il laboratorio era insonorizzato con pannelli fonoassorbenti e dotato di computer e sofisticati software in grado di duplicare chiavi elettroniche, decodificare centraline e clonare targhe. In un’officina meccanica riconducibile a due degli indagati sono stati inoltre sequestrati veicoli e numerose parti meccaniche di provenienza illecita o prive di tracciabilità.

Un’organizzazione radicata e operativa in tutta la Sicilia orientale

L’analisi del materiale sequestrato – tra cui targhe appartenenti ad auto rubate, dispositivi informatici, telefoni cellulari e tabulati telefonici – ha consentito agli investigatori di ricostruire l’esistenza di un’organizzazione criminale stabile e ben strutturata.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il gruppo operava principalmente nell’area di Francofonte, ma estendeva la propria attività anche nei territori di Buccheri, Floridia, Catania e Ragusa, occupandosi non solo del furto delle vetture, ma anche della loro trasformazione e della successiva reimmissione sul mercato.

Clonazione di targhe, documenti falsi e finanziamenti ottenuti illecitamente

Le indagini hanno inoltre evidenziato come il sodalizio criminale provvedesse alla cosiddetta “ripulitura” dei veicoli rubati mediante la clonazione delle targhe, la manomissione dei sistemi elettronici e la falsificazione di documenti d’identità.

La documentazione contraffatta veniva poi utilizzata per ingannare gli uffici della Motorizzazione Civile e dell’ACI, ottenere fittizi passaggi di proprietà e persino attivare utenze telefoniche o richiedere finanziamenti e prestiti personali in modo fraudolento.

Gli arresti

I cinque destinatari della misura cautelare, tutti uomini di età compresa tra 28 e 45 anni con precedenti penali per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, sono stati rintracciati tra Francofonte, Augusta e Ragusa. Tre di loro si trovavano già agli arresti domiciliari per altre vicende giudiziarie.

Al termine delle formalità di rito sono stati trasferiti nelle Case circondariali di Siracusa e Ragusa, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Le immagini video

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