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04.09.2026

Scuola, Valditara: “Tutti i docenti in cattedra”. Ma i sindacati contestano: “Oltre 200mila precari”

di Redazione | 3 min di lettura

Il Ministero annuncia 37.430 immissioni in ruolo e la copertura di quasi tutte le supplenze. Flc Cgil, Uil Scuola e Gilda: "Il sistema continua a reggersi sul precariato". Alla vigilia delle lezioni pesano anche caldo nelle aule e caro libri

Scuola, Valditara: “Tutti i docenti in cattedra”. Ma i sindacati contestano: “Oltre 200mila precari”
Indice

L’anno scolastico 2026/2027 parte, secondo il Ministero dell’Istruzione, con tutti i docenti in cattedra e la quasi totalità delle supplenze già coperta. Un risultato rivendicato dal ministro Giuseppe Valditara, ma sul quale i sindacati avanzano una lettura decisamente più critica, puntando l’attenzione sugli oltre 200mila precari tra docenti e personale Ata.

I numeri diffusi dal Ministero indicano 37.430 immissioni in ruolo, contro le 29.685 registrate alla stessa data dello scorso anno scolastico.

Quasi 118mila supplenze, oltre 55mila conferme sul sostegno

Secondo i dati ministeriali, è stata coperta la quasi totalità delle supplenze, per circa 118mila posti.

Sul fronte del sostegno sono stati inoltre confermati, su richiesta delle famiglie, 55.814 docenti supplenti, quasi 10mila in più rispetto all’anno scolastico 2025/2026.

Completata anche l’immissione in ruolo di 342 dirigenti scolastici, mentre sono in fase di conclusione le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata.

Un quadro che per il Ministero permette di affrontare l’avvio dell’anno scolastico con una copertura del personale sensibilmente più avanzata rispetto al passato.

Flc Cgil: “La realtà è fatta di oltre 200mila precari

Di segno opposto la posizione della Flc Cgil, che contesta la rappresentazione positiva fornita dal Ministero.

“Oltre i racconti di facciata, la realtà dei fatti è un’altra: oltre 200.000 precari tra docenti e Ata, stipendi tra i più bassi d’Europa e continua perdita del potere d’acquisto. Non si può parlare di qualità dell’istruzione continuando a precarizzare e a sottopagare chi ci lavora”, sostiene il sindacato.

Critiche anche sui 20 milioni di euro stanziati dal Ministero per dispositivi destinati al raffrescamento delle scuole. Secondo la Flc Cgil, la cifra corrisponderebbe a circa 57 euro per classe, sufficienti, sostiene provocatoriamente il sindacato, “a comprare giusto un ventilatore”.

Uil Scuola: “Il sistema continua a reggersi sul lavoro precario

Scettico anche Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola, che concentra l’attenzione proprio sul numero delle supplenze.

“Se per coprire i posti servono già circa 118mila supplenze, significa che il sistema continua a reggersi sul lavoro precario“.

D’Aprile sottolinea inoltre la differenza tra le assunzioni autorizzate e quelle effettivamente realizzate: 37.430 immissioni in ruolo a fronte di 46.642 autorizzate.

Per la Uil Scuola, la presenza contemporanea di posti disponibili e personale precario che non riesce a essere stabilizzato dimostra come l’attuale sistema di reclutamento non abbia ancora risolto un problema che si trascina da anni.

Gilda: “Un paradosso che continua

Sulla stessa linea il coordinatore della Gilda degli Insegnanti, Carlo Vito Castellana, che parla di un vero e proprio paradosso.

Da una parte, sostiene, ci sono centinaia di migliaia di precari storici che contribuiscono al funzionamento delle scuole italiane, dall’altra continuano a esserci procedure di reclutamento considerate complesse, concorsi ripetuti e percorsi abilitanti onerosi.

Scuole al via, ma resta l’emergenza caldo

Il personale non è l’unico tema a tenere banco alla vigilia del ritorno degli studenti nelle aule.

Le lezioni partiranno il 7 settembre a Bolzano e inizieranno progressivamente nelle altre regioni italiane, fino al 17 settembre in Puglia.

A preoccupare è soprattutto il caldo nelle classi. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), soltanto l’11% degli edifici scolastici dispone di impianti di climatizzazione.

La società ha chiesto di posticipare l’apertura delle scuole fino al 21-23 settembre, mentre i dirigenti scolastici chiedono una cabina di regia sulla questione e strumenti che evitino di lasciare ai singoli presidi la gestione dell’emergenza.

Caro libri, aumenti del 2,3%

Sul bilancio delle famiglie pesa infine il caro scuola. Secondo l’Unione consumatori, quest’anno i libri scolastici registrano un rincaro del 2,3%.

L’associazione critica inoltre la possibilità concessa alle scuole di superare il tetto di spesa per i libri fino al 20%, rispetto al precedente 15%.

Il Codacons, invece, torna a chiedere al Governo di rendere detraibili fiscalmente i libri e il materiale scolastico.

L’anno scolastico si prepara così a partire tra i numeri positivi rivendicati dal Ministero e le criticità denunciate dai sindacati: precariato, temperature elevate nelle aule e aumento dei costi per le famiglie restano i principali nodi sul tavolo alla vigilia della prima campanella.

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